Cecilia Sala, giornalista italiana detenuta in Iran

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Cecilia Sala, giornalista italiana, è detenuta in Iran dal 27 dicembre. Nella cella, lunga quanto lei sdraiata, non ha un materasso e dorme per terra, su una coperta. Un'altra coperta le serve per proteggersi dal freddo pungente di Evin, descritto come "doloroso" dalle detenute iraniane. Sala non vede nessuno dal giorno del suo arresto, nemmeno le guardie, che le passano il cibo, principalmente datteri, attraverso una fessura della porta.

L'Italia ha chiesto al governo iraniano la liberazione immediata della giornalista e garanzie sulle sue condizioni di detenzione. Tali richieste sono state formalizzate in una nota verbale consegnata dall'ambasciatrice italiana a Teheran, Paola Amadei. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, insieme alla premier Giorgia Meloni, al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, sta lavorando per una rapida e positiva soluzione della vicenda.

Le telefonate di Sala ai genitori e al compagno hanno rivelato le sue condizioni di detenzione: dorme per terra e le sono stati tolti gli occhiali. L'Italia, attraverso il ministero degli Esteri, ha affidato all'ambasciatrice Amadei il compito di avanzare un'ulteriore richiesta formale al governo iraniano, sottolineando che la detenzione di Sala non deve essere considerata solo un affronto al governo di Roma, ma all'intero popolo italiano.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha manifestato la sua angoscia nel messaggio di fine anno destinato ai cittadini.

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