Mora spinge per la Roma, rifiuta il Galatasaray: l'avvocato: "Sta soffrendo, non rientra nei piani di Farioli"
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Redazione Sport
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La trattativa tra Roma e Porto per Rodrigo Mora tiene banco sul mercato, e lo fa alimentata da una serie di dichiarazioni che hanno rotto un equilibrio già di per sé precario. Il talento portoghese classe 2007, infatti, avrebbe declinato la corte del Galatasaray per restare in attesa di un segnale definitivo dalla capitale, consapevole che la volontà del club giallorosso di chiudere l’operazione non si è ancora tradotta in un accordo economico con i lusitani.
Ma a muovere le fila della vicenda, più delle sirene turche o delle valutazioni tecniche, è la ferma volontà del ragazzo, che attraverso il suo entourage sta facendo sapere a chiare lettere di volere soltanto la maglia della Roma, al punto da spingere il suo consulente legale a rilasciare interviste dal tono acceso e partecipato.
Il pressing di Jorge Mendes e il no ai turchi
Sullo sfondo di questa partita a incastro si muove la figura ingombrante di Jorge Mendes, superagente che sta orchestrando il pressing per evitare che la trattativa si areni sugli scogli delle valutazioni economiche tra i due club. Il Porto, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di privarsi a cuor leggero di un prospetto considerato tra i più brillanti del proprio vivaio, e la concorrenza del Galatasaray, pronta a offrire una soluzione alternativa e immediata, avrebbe potuto rappresentare una via d'uscita gradita ai dragões.
Eppure, proprio qui risiede il nodo centrale: Mora ha ascoltato le proposte, ha valutato le opzioni sul tavolo, ma ha scelto di attendere la Roma, respingendo di fatto l'ipotesi turca e mettendo così ulteriore pressione sui Friedkin affinché trovino la quadratura del cerchio con i dirigenti portoghesi. Una scelta di campo che non è soltanto emotiva, ma che rivela una precisa strategia di posizionamento, con il giocatore che intende giocarsi tutte le carte per vestire il giallorosso.
L'avvocato Luis Henrique rompe il silenzio: "Sta soffrendo"
A dare peso e spessore alla determinazione del ragazzo ci hanno pensato le parole del suo avvocato e consulente personale, Luis Henrique, che non è il calciatore dell'Inter finito anch'egli nell'orbita della Roma ma un legale di fiducia con un rapporto stretto con la famiglia Mora. Intervenuto ai microfoni di CMTV, Henrique ha descritto senza mezzi termini lo stato d'animo del suo assistito, rivelando che Rodrigo sta vivendo con sofferenza questi giorni di incertezza e che la sua esclusione dai piani tecnici di Farioli rappresenta una ferita difficile da rimarginare.
"Il ragazzo che ho incontrato è una persona triste, sta soffrendo", ha dichiarato il legale, sottolineando come Mora abbia compreso chiaramente di essere stato declassato a terza scelta nel progetto del Porto, una condizione che per un diciottenne in piena fase di crescita risulta devastante non solo sotto il profilo professionale, ma anche su quello umano e psicologico.
Le sue dichiarazioni hanno riaperto il dibattito sull'operazione e hanno acceso nuovamente i riflettori su una trattativa che sembrava essersi raffreddata, restituendo centralità a un nome che la Roma continua a considerare ideale per la propria rosa.
Le prossime ore e la distanza tra i club
L'avvocato ha poi ribadito che il ragazzo non rientra più nelle idee di Farioli, e che questa consapevolezza rappresenta un problema enorme per un giovane per il quale il calcio non è soltanto un mestiere, ma la vita e la gioia quotidiana. "Vuole lottare, ma vuole anche giocare", ha aggiunto Henrique, mettendo in evidenza il cortocircuito emotivo che sta vivendo Mora: da un lato la voglia di mettersi in discussione e combattere per un posto, dall'altro la lucida percezione che la sua strada sia ormai segnata altrove.
A complicare il quadro, però, resta la distanza economica tra Roma e Porto, con i Friedkin chiamati a valutare la fattibilità di un investimento importante per un giocatore che, pur avendo tutte le qualità per essere il profilo giusto per la squadra di Gian Piero Gasperini, richiede uno sforzo non indifferente.
I giorni scorsi erano stati indicati come potenzialmente decisivi per chiudere la partita, ma l'accordo non è stato trovato e ora le prossime ore si annunciano cruciali, con l'entourage e la famiglia che continuano a premere per il trasferimento in giallorosso, spinti anche dalla speranza che le parole del legale possano smuovere le acque e indurre le due società a trovare un'intesa.
La Roma, da parte sua, non ha mai mollato la presa su Rodrigo Mora, e il rifiuto del Galatasaray da parte del giocatore rappresenta un assist che i dirigenti giallorossi non possono ignorare. Il pressing di Mendes, le dichiarazioni del consulente legale e la volontà del ragazzo si intrecciano in una vicenda che tiene banco sul mercato, e che ora attende solo la scintilla definitiva per trasformare un desiderio in una trattativa chiusa.
Restano da limare le distanze con il Porto, ma la consapevolezza che Mora abbia già scelto e che stia soffrendo per questa attesa potrebbe rappresentare quel surplus di motivazione utile a sbloccare un affare che, per caratteristiche e prospettive, rientra a pieno titolo nelle strategie di crescita della Roma.
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