Roma, il caso Mora tiene banco: Farioli risponde all'avvocato, Villas-Boas non molla
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Redazione Sport
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La trattativa tra la Roma e il Porto per Rodrigo Mora si è trasformata in una vera e propria telenovela, destinata a tenere banco fino agli ultimi giorni di finestra di mercato. Ogni nuovo aggiornamento, lungi dal fugare i dubbi, sembra piuttosto aggiungere nuovi capitoli a una vicenda che sta mettendo a dura prova la pazienza del direttore sportivo D'Amico e dell'allenatore Gian Piero Gasperini.
L'affare, che pochi giorni fa sembrava in dirittura d'arrivo, si è arenato su un nodo cruciale legato alle condizioni economiche, con il presidente del Porto, André Villas-Boas, che ha deciso di alzare il muro dopo aver già modificato le carte in tavola relative all'obbligo di riscatto, un cambio di passo che ha gelato gli entusiasmi nella capitale.
Lo stallo e le parole dell'agente
Il clima, in queste ore di stallo, si è fatto particolarmente incandescente a causa di un botta e risposta a distanza che ha coinvolto l'entourage del giocatore e il tecnico giallorosso. L'avvocato del trequartista portoghese, nel tentativo di sbloccare la situazione e spingere per il trasferimento, aveva rilasciato dichiarazioni piuttosto dure, descrivendo un ragazzo "triste" per la gerarchia che si è creata nel club portoghese, e sottolineando come il classe 2007 non rientri più appieno nei piani tattici di Farioli, venendo relegato al ruolo di terza scelta nel reparto avanzato.
Le parole del legale, però, non hanno sortito l'effetto sperato, incontrando invece la pronta e secca replica del tecnico del Porto, che ha ribadito con fermezza come il bene della società e della squadra venga prima delle volontà personali del calciatore, mettendo in chiaro che nessuna pressione esterna influenzerà le sue decisioni.
Per la Roma, che aveva individuato in Mora il profilo ideale per completare l'attacco a disposizione di Gasperini, questo improvviso inasprimento dei toni rappresenta un problema non da poco. L'obiettivo dichiarato era quello di portare a Trigoria un elemento in grado di alternarsi, coordinarsi e, all'occorrenza, sostituirsi a Paulo Dybala alle spalle di Malen, un investimento sul futuro che però rischia di sfumare per via delle pretese economiche dei Dragoes.
A tenere banco non sono solo le questioni tecniche, ma quelle finanziarie, con il club portoghese che, forte del contratto del suo gioiello, non intende fare sconti e chiede garanzie che, al momento, la Roma non è disposta a concedere.
Le mosse a raggiera di D'Amico e le alternative sul mercato
Nonostante l'impasse sulla pista principale, il direttore sportivo D'Amico non resta certo a guardare. Consapevole che la trattativa per il giovane Mora potrebbe non andare in porto, o comunque richiedere tempi lunghissimi, il dirigente giallorosso sta sondando con attenzione le possibili alternative sul mercato, mantenendo contatti continui per non farsi trovare impreparato.
Tra i nomi che circolano con insistenza per la corsia mancina, da settimane spicca quello di Destiny Udogie, un profilo che piace molto e che potrebbe rappresentare un investimento importante per la fascia, un tassello che andrebbe a completare il reparto esterno con un giocatore di qualità e prospettiva.
Il fallimento delle operazioni che avevano portato a ipotizzare arrivi come quelli di Greenwood, Garnacho o Summerville ha spinto la dirigenza a concentrare le risorse su un unico grande colpo, che appunto era individuato nel portoghese del Porto. Tuttavia, il pressing esercitato dal potente agente Jorge Mendes sul club portoghese per convincere Villas-Boas a fare un passo indietro, al momento, non ha prodotto i risultati sperati, e il tempo inizia a scadere.
La Roma, quindi, si trova a dover gestire un delicato equilibrio: da un lato, la necessità di accontentare le richieste dell'allenatore, che attende il rinforzo in avanti da ormai troppo tempo; dall'altro, l'indisponibilità a farsi dettare legge da un club che ha già cambiato le condizioni in corso d'opera.
Le prossime ore saranno decisive per lo sblocco
Mentre il futuro di Alessio Cacciamani, altro giovane seguito dal Torino che farà di tutto per trattenerlo, sembra seguire un binario diverso e più lineare, la telenovela Mora è destinata a tenere banco ancora per qualche giorno. La tensione tra le parti, palpabile, rende difficile una risoluzione immediata, ma la volontà del giocatore di approdare nella capitale resta un fattore determinante che potrebbe sbloccare l'impasse.
Farioli, dal canto suo, ha già dimostrato di saper fare a meno del ragazzo, e la sua posizione granitica sul bene del Porto ha di fatto alzato l'asticella della trattativa, costringendo la Roma a rivalutare l'intera operazione.
I contatti tra i club, sebbene non abbiano prodotto una fumata bianca, non si sono mai interrotti del tutto, e nelle prossime ore potrebbe arrivare un nuovo tentativo di mediazione. La Roma, da parte sua, non intende lasciarsi trascinare in un'asta al rialzo e ha già pronto un piano B nel caso in cui la pista Mora dovesse definitivamente sfumare, ma è chiaro che il trequartista portoghese rappresenti la priorità assoluta per l'allenatore.
La speranza è che l'incontro diretto tra le parti possa sciogliere i nodi più intricati, magari rivedendo la formula del trasferimento per venire incontro alle esigenze di entrambi i club, ma al momento il futuro del gioiello del Porto resta appeso a un filo molto sottile.
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