John Ratcliffe a Mosca, il capo della Cia incontra i servizi russi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   John Ratcliffe, capo della Cia, è stato a Mosca per contatti con i servizi speciali russi, ma non ha incontrato Vladimir Putin. La conferma è arrivata dal Cremlino, che ha riconosciuto la visita del direttore della Central Intelligence Agency senza però indicare quali temi siano stati affrontati durante i colloqui. Il portavoce Dmitry Peskov ha limitato le informazioni disponibili al fatto che ci siano stati contatti attraverso i servizi segreti e ha escluso un incontro con il presidente russo. Una missione che resta quindi circondata da riserbo, come accade abitualmente per le attività dell’agenzia di intelligence americana e ancora di più quando il viaggio riguarda Mosca.

Il Cremlino conferma i contatti tra Cia e servizi russi

Peskov ha spiegato che il direttore della Cia si è recato nella capitale russa per colloqui con le agenzie di intelligence, precisando che Putin non ha partecipato agli incontri. Il portavoce del Cremlino ha affermato che tutto ciò che può essere comunicato riguarda l’esistenza di contatti attraverso i servizi segreti, senza fornire ulteriori elementi sui contenuti delle conversazioni. Ha inoltre specificato che il presidente russo viene informato immediatamente di tutto, chiarendo così che Putin è stato messo al corrente della missione pur non avendo incontrato Ratcliffe. Il Cremlino ha definito positivamente l’esistenza di contatti tra i servizi, ma ha escluso per ora effetti immediati sulla crisi tra Mosca e Washington.

Il viaggio acquista particolare rilievo proprio per la natura dei rapporti tra Stati Uniti e Russia e per il ruolo ricoperto da Ratcliffe. Una visita del direttore della Central Intelligence Agency a Mosca è inevitabilmente caratterizzata da un livello elevato di riservatezza, anche perché l’agenzia americana non commenta normalmente le proprie attività. Nel caso di una missione in Russia, il riserbo riguarda inoltre un interlocutore che in passato era considerato la superpotenza nemica e definito anche “l’impero del male”. Con Donald Trump alla Casa Bianca, secondo le informazioni fornite, i rapporti sono molto migliorati, mentre i contatti tra apparati di sicurezza restano uno dei canali attraverso cui le due parti possono mantenere un confronto diretto.

Chi è John Ratcliffe e perché Trump si affida a lui

John Ratcliffe è descritto come uno dei membri più conservatori del Congresso e come una figura legata politicamente a Donald Trump. Nel 2016 la Heritage Foundation lo indicò come il legislatore texano più a destra, mentre negli anni successivi Ratcliffe si impose come uno dei difensori più visibili di Trump durante le indagini sull’impeachment e sul cosiddetto Russiagate. Questa fedeltà, insieme alla competenza sui dossier di sicurezza, viene indicata come uno degli elementi che hanno trasformato Ratcliffe in una delle persone di cui il presidente si fida per le missioni più sensibili. La visita a Mosca si inserisce così in un profilo già associato ai dossier più delicati dell’amministrazione.

La scelta di inviare proprio il direttore della Cia rende quindi centrale il livello dei contatti avvenuti nella capitale russa, anche se il Cremlino non ha rivelato gli argomenti affrontati. Le informazioni confermate si fermano alla presenza di Ratcliffe a Mosca, ai colloqui con i servizi speciali russi e all’assenza di un faccia a faccia con Putin. Peskov non ha collegato la missione a sviluppi immediati nei rapporti tra i due Paesi e ha mantenuto il massimo riserbo su interlocutori, contenuti e obiettivi specifici. Resta però il riconoscimento pubblico, da parte russa, dell’esistenza di un canale diretto tra le rispettive strutture di intelligence.

Da Bush padre a Ratcliffe, il peso delle missioni della Cia a Mosca

La presenza di un capo della Cia a Mosca richiama inevitabilmente il carattere eccezionale di missioni che coinvolgono direttamente i vertici dell’intelligence americana. Il riferimento a Bush padre e a Ratcliffe colloca il viaggio in una storia di rapporti delicati tra Washington e Mosca, segnati dal ruolo dei servizi e dalla necessità di mantenere riservati molti aspetti delle interlocuzioni. Anche in questo caso, le dichiarazioni ufficiali non vanno oltre la conferma dei contatti e l’esclusione di un incontro con Putin. Proprio la scarsità di dettagli rende significativa la conferma del Cremlino: il direttore della Cia è stato nella capitale russa e ha parlato con gli apparati di sicurezza, mentre il presidente russo è stato informato di quanto avvenuto.

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