Il capo della Cia a Mosca, il Cremlino conferma i contatti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il capo della Cia a Mosca ha avuto contatti con i servizi speciali russi, ma non ha incontrato Vladimir Putin. È quanto ha confermato il Cremlino dopo la visita del direttore dell’intelligence statunitense John Ratcliffe nella capitale russa, senza indicare quali siano stati i temi affrontati durante gli incontri. La presenza di Ratcliffe a Mosca rappresenta il primo viaggio del numero uno della Cia nella Federazione da quando è scoppiato il conflitto, ma da parte russa è arrivato un invito implicito a non leggere la missione come il segnale di una rapida ripresa dei rapporti tra Russia e Stati Uniti. Le relazioni bilaterali restano infatti segnate da quelle che vengono definite “crisi profonde”.

Ratcliffe a Mosca, otto ore e mezza di contatti con i servizi

La permanenza del direttore della Cia a Mosca è durata circa otto ore e mezza, nella notte tra martedì e mercoledì. Il Cremlino ha confermato l’esistenza di “contatti” con i servizi speciali russi, limitandosi però a questo elemento e senza fornire indicazioni sui dossier discussi. Dmitry Peskov ha definito positivamente l’esistenza di rapporti tra apparati di intelligence, pur escludendo che da questi colloqui possano derivare nell’immediato conseguenze sulla crisi tra Mosca e Washington. La visita assume quindi rilievo soprattutto per il livello dell’interlocutore americano e per il fatto stesso che un canale tra i servizi sia rimasto attivo nonostante la fase particolarmente difficile delle relazioni russo-americane.

Il mancato incontro con Vladimir Putin è uno degli elementi chiariti direttamente dal Cremlino. Ratcliffe ha dunque avuto interlocuzioni sul versante dell’intelligence, senza che la missione si trasformasse in un vertice politico con il presidente russo. Proprio questa distinzione riduce lo spazio per interpretazioni sulla possibilità di un immediato riavvicinamento tra le due capitali. Nel materiale disponibile non vengono indicati né i contenuti delle conversazioni né eventuali accordi raggiunti, mentre viene sottolineata la continuità di contatti tra strutture che, anche nelle fasi di forte tensione, possono mantenere canali propri e separati rispetto ai rapporti politici ufficiali.

Russia e Stati Uniti, perché i contatti non indicano una svolta

La visita si inserisce in un momento nel quale Washington è alle prese con il doppio stallo delle guerre in Ucraina e Iran, uno scenario che pesa anche sul quadro politico statunitense a poco più di due mesi dalle elezioni di midterm. Donald Trump viene descritto come interessato ad accelerare su entrambi i fronti per poter presentare al proprio elettorato un risultato positivo, mentre tra gli inviati speciali citati figurano Steve Witkoff e Jared Kushner. La presenza del direttore della Cia nella capitale russa si colloca quindi all’interno di una fase di intensa attività diplomatica e di intelligence, ma le informazioni disponibili non consentono di attribuire alla missione obiettivi specifici oltre ai contatti confermati dalle autorità russe.

Il significato dei rapporti tra servizi viene richiamato anche dalle parole di un ex agente della Cia, secondo il quale il dialogo tra apparati è utile e non rappresenta un fatto inusuale. Il limite, nella situazione attuale, starebbe però nell’assenza di un obiettivo comune e nella difficoltà di individuare un punto di partenza condiviso capace di trasformare il confronto in risultati concreti. Secondo questa valutazione, per produrre effetti un dialogo dovrebbe poggiare almeno su un’idea comune della direzione da seguire, mentre Mosca al momento non apparirebbe intenzionata a discutere in maniera costruttiva con Washington i dossier ancora aperti.

È questo elemento a separare l’esistenza di contatti tra intelligence da una vera normalizzazione dei rapporti tra Stati Uniti e Russia. Peskov considera positivo che i servizi continuino a parlarsi, ma allo stesso tempo non collega questi scambi a effetti immediati sulla crisi bilaterale. La missione di Ratcliffe mostra quindi che un livello di interlocuzione è presente anche in una fase di forte tensione, senza che ciò equivalga a un’intesa politica o a un cambiamento già visibile nelle relazioni tra Mosca e Washington. Restano inoltre non comunicati i temi affrontati durante le ore trascorse dal direttore della Cia nella capitale russa, dettaglio che mantiene circoscritto ciò che può essere ricavato dalla visita.

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