Risiko bancario, dopo Sondrio ecco Siena: nel 2028 la Popolare pronta a confluire in Mps
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Redazione Economia
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Mentre gli effetti della fusione tra Bper e Popolare di Sondrio, diventata operativa lo scorso 20 aprile, cominciano appena a sedimentarsi negli equilibri del credito italiano, già si affaccia all'orizzonte una nuova mossa destinata a ridisegnare la geografia del sistema bancario nazionale. Il prossimo grande tassello, secondo le ricostruzioni che iniziano a circolare negli ambienti finanziari, potrebbe vedere la banca valtellinese confluire, già dal 2028, direttamente in Monte dei Paschi di Siena, in quella che si profila come l'aggregazione più attesa del prossimo biennio.
Non si tratta di un'ipotesi remota, ma di una prospettiva che sta prendendo forma all'interno di un disegno più ampio, nel quale la capofila individuata per guidare il nuovo polo del credito italiano sarebbe proprio l'istituto senese, forte della sua storia secolare e di una riconoscibilità internazionale che nessun'altra banca italiana può vantare.
Cimbri e Unipol: "Mps sarà capofila, Siena resta cuore pulsante"
Ad alzare il velo su questo scenario è stato il presidente di Unipol, che in un'intervista rilasciata al Sole 24 Ore ha voluto fugare ogni dubbio sul ruolo che Monte dei Paschi è destinata a ricoprire nel nuovo assetto del credito tricolore. Il messaggio, diretto tanto al mercato quanto alla politica, è stato netto e senza ambiguità: su Mps non si farà alcuno spezzatino, e la banca senese non verrà depredata delle sue parti migliori per essere distribuita ad altri contendenti.
La scelta di indicare Mps come capofila, ha spiegato il presidente, non risponde a un criterio di simpatia personale verso un istituto piuttosto che un altro, ma si fonda su una consapevolezza oggettiva: Monte dei Paschi è la banca più antica del mondo, con un brand che gode di una notorietà planetaria e che rappresenta un patrimonio inestimabile per l'intero sistema paese.
Quanto alla sede centrale, la decisione è altrettanto chiara: Rocca Salimbeni resterà il fulcro dell'operatività della nuova banca, perché quel palazzo, simbolo di cinquecento anni di storia finanziaria, conviene a tutti preservare. Anche se, va detto, nei piani dell'aggregazione tra Mps e Bper, la nuova entità che nascerà dalla fusione dovrebbe chiamarsi semplicemente Monte dei Paschi, perdendo la specificazione geografica "di Siena" che pure ha accompagnato per secoli il nome dell'istituto.
Lovaglio risponde al Financial Times e difende la doppia Ops
Sul fronte delle operazioni in corso, l'amministratore delegato di Monte dei Paschi, Luigi Lovaglio, ha scelto le colonne del Financial Times per ribadire la solidità del progetto industriale che la banca senese sta portando avanti con la doppia offerta pubblica di scambio su Banco BPM e Banca Generali. In una lettera aperta al quotidiano britannico, il numero uno di Mps ha respinto con forza l'interpretazione secondo la quale l'istituto starebbe tentando di gestire simultaneamente un'integrazione a quattro troppo complessa per essere realizzata con successo.
Lovaglio ha contestato anche il parallelo con le operazioni di Intesa Sanpaolo, rifiutando l'idea che le due Ops possano essere lette come una manovra puramente difensiva scattata per contrastare l'offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Carlo Messina. Al contrario, ha rivendicato la piena logica industriale delle operazioni, mettendo sullo stesso piano i profili di valutazione e sottolineando che anche l'iniziativa promossa dal gruppo guidato da Messina comporta rischi che vanno attentamente considerati.
Generali convoca il cda, Tajani: "Lasciamo decidere i mercati"
Nel frattempo, il consiglio di amministrazione di Assicurazioni Generali è stato formalmente convocato per domani, al fine di sottoporre a un primo esame ufficiale l'offerta presentata da Monte dei Paschi su Banca Generali. La riunione, secondo quanto apprendono le agenzie finanziarie, avrà un carattere preliminare ma costituisce il primo passo concreto nel percorso di valutazione che il Leone di Trieste dovrà compiere per esprimere un giudizio sull'operazione.
Dall'altra parte del dibattito politico, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha voluto ribadire la posizione del governo su queste dinamiche, dichiarando che il risiko bancario deve essere lasciato alle decisioni dei mercati e non deve essere condizionato da interventi o pressioni di natura politica.
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