Risiko bancario Mps, Cimbri rilancia sull’italianità di Unipol
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Redazione Economia
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Nel risiko bancario che coinvolge Banca Mps, Carlo Cimbri ha riportato al centro il tema dell’italianità sostenendo che Unipol, Bper e Intesa Sanpaolo siano «al 100% italiane», un’affermazione indicata come falsa nel testo di partenza. Il presidente di Unipol ha utilizzato questo argomento per sottolineare la preferenza per l’Opas di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi, operazione realizzata d’intesa con Unipol, rispetto alle contromosse difensive annunciate da Luigi Lovaglio, amministratore delegato della banca senese. La partita finanziaria, però, non riguarda soltanto gli assetti tra grandi gruppi: a Siena si intreccia direttamente con il futuro della banca, con il lavoro e con il peso che Mps continua ad avere sull’economia provinciale.
Risiko bancario Mps, a Siena pesano 2.200 lavoratori
I numeri citati sul territorio mostrano perché ogni ipotesi legata a Monte dei Paschi venga seguita con particolare attenzione. In provincia di Siena sono presenti 2.200 lavoratori della banca, ai quali si aggiungono centinaia di persone occupate nell’indotto. Cristina Pascucci, segretaria della Fisac Cgil Siena, richiama proprio questa dimensione sottolineando che con il Monte dei Paschi lavorano 2.200 persone nell’intera provincia e altre centinaia sono coinvolte indirettamente. È un dato che lega gli sviluppi del risiko bancario non soltanto alla struttura futura dell’istituto, ma anche agli effetti che eventuali operazioni di aggregazione possono avere su un territorio nel quale Mps mantiene una presenza occupazionale rilevante.
Le preoccupazioni espresse dalla Cgil riguardano infatti sia l’impatto diretto sui dipendenti sia quello sull’indotto. Alice D’Ercole, segretaria provinciale della Cgil, evidenzia una forte preoccupazione sul tema del lavoro e sulle conseguenze che potrebbero derivare dalle operazioni in discussione. La questione, secondo quanto emerge dalle dichiarazioni riportate, va oltre il numero delle persone direttamente coinvolte: sul tavolo c’è anche il modello di banca che potrà uscire dal nuovo assetto e il rapporto che resterà tra il credito e l’economia del territorio senese. Il risiko bancario di Mps assume così una dimensione finanziaria, occupazionale e territoriale nello stesso momento.
Mps e Siena, Giani raccoglie l’apertura di Cimbri
Nel confronto sul futuro di Monte dei Paschi è intervenuto anche Eugenio Giani, che ha raccolto la sponda offerta da Carlo Cimbri. Il presidente della Regione Toscana vede nelle parole del numero uno di Unipol un’apertura importante rispetto alla necessità di preservare l’integrità della banca senese. Il passaggio arriva mentre le nuove mosse del risiko bancario riportano al centro una domanda decisiva per Siena: quale ruolo resterà a Mps nei futuri equilibri del settore. Le dichiarazioni di Cimbri vengono quindi lette anche sul piano della continuità dell’istituto e della sua presenza, in una fase nella quale le ipotesi di aggregazione rendono particolarmente sensibile il rapporto tra banca e territorio.
Il riferimento all’italianità utilizzato da Cimbri si inserisce proprio in questo confronto, contrapponendo l’Opas di Intesa Sanpaolo su Banca Mps, sostenuta d’intesa con Unipol, alle iniziative difensive annunciate dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio. Nel materiale fornito, tuttavia, la definizione di Unipol come società «100% italiana» viene contestata esplicitamente come falsa. L’argomento diventa così uno degli elementi della battaglia che accompagna le operazioni sul Monte dei Paschi, insieme alla tutela dell’integrità della banca evocata sul fronte istituzionale e alle preoccupazioni sindacali per le possibili ricadute economiche e sociali nell’area senese.
Per Siena, l’attenzione resta concentrata sulla presenza concreta di Mps e sulle persone che dipendono direttamente o indirettamente dalla banca. I 2.200 lavoratori presenti nella provincia, insieme alle centinaia impiegate nell’indotto, spiegano perché gli scenari finanziari vengano osservati anche attraverso le conseguenze sul lavoro e sull’economia locale. Nelle posizioni riportate emergono quindi tre piani collegati: le strategie dei gruppi coinvolti nel risiko bancario, la richiesta di preservare l’integrità del Monte dei Paschi e il timore che un cambiamento degli assetti possa produrre effetti sulla struttura occupazionale e sul rapporto tra credito e territorio senese.
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