Girelli e Bazoli (Pd) attaccano il ddl sicurezza: "Legge illiberale, colpisce il dissenso"
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Redazione Interno
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I parlamentari dem Gianni Girelli e Alfredo Bazoli, di ritorno da Roma, non hanno usato mezzi termini nel definire "autoritario e illiberale" il decreto sicurezza approvato in via definitiva dalla maggioranza di governo. «Numerose norme — hanno spiegato — ledono il diritto al dissenso e producono un’evidente torsione autoritaria». Il testo, che introduce 14 nuovi reati e aggrava altre nove fattispecie, è stato presentato come un provvedimento necessario per contrastare criminalità e illegalità, ma secondo i due esponenti del Partito Democratico rischia invece di limitare libertà costituzionali.
Tra le novità più discusse, l’estensione da dieci a trenta giorni del termine per impugnare i provvedimenti di prevenzione, una modifica giustificata dalla complessità tecnica di certi procedimenti, che spesso coinvolgono aspetti giuridici, contabili e societari. Ma per Girelli e Bazoli si tratta di un escamotage per rendere più difficile l’accesso alla giustizia, soprattutto per chi non dispone di risorse economiche adeguate.
Non meno aspro il commento del senatore Giuseppe De Cristofaro (Alleanza Verdi e Sinistra), secondo cui il governo «sta strumentalizzando la paura del crimine» pur sapendo che le leggi esistenti già puniscono reati come scippi e borseggi. «Fratelli d’Italia — ha osservato — racconta un’Italia da far west che non esiste, solo per giustificare misure repressive».
A gettare benzina sul fuoco è stato anche Alfonso Sabella, ex pm di Palermo e oggi giudice a Roma, secondo cui alcune disposizioni del decreto finiscono per avvantaggiare indirettamente la criminalità organizzata. «Non si rendono conto dei favori che fanno alle mafie dei racket», ha detto riferendosi al ministro dell’Interno Piantedosi e a quello della Giustizia Nordio. In particolare, l’introduzione dell’articolo 634-bis, che inasprisce le pene per l’occupazione violenta di immobili, potrebbe — secondo Sabella — spingere i clan a sfruttare ancora di più il mercato degli sfratti illegali.




