La terza manovra del governo Meloni, continuità e nuove misure
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Redazione Salute
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La terza manovra del governo Meloni, approvata e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2024, si distingue per il rispetto dei vincoli europei e la stabilità dei conti pubblici, senza però introdurre grandi innovazioni. La Legge di Bilancio per l'anno 2025, contenuta nella Legge n. 207 del 30 dicembre 2024, prevede numerose novità in materia di lavoro e previdenza, tra cui una somma a favore dei lavoratori con un reddito massimo di 20mila euro e un'ulteriore detrazione dall'imposta per redditi compresi tra 20mila e 40mila euro.
Tra le altre misure, si segnalano il tracciamento delle spese di trasferta, la maggiorazione contributiva, le restrizioni per la NASPI, il congedo parentale, la decontribuzione per le lavoratrici madri e i premi di produttività. Inoltre, è previsto il rimborso del canone di locazione per i lavoratori che cambiano residenza, i fringe benefit, programmi di screening e prevenzione per malattie cardiovascolari e oncologiche, e un trattamento integrativo speciale per i dipendenti del settore turistico.
La manovra include anche una maxi deduzione, la decontribuzione per le micro, piccole e medie imprese del Sud, nonché per le grandi imprese, e la detassazione delle mance nel settore della ristorazione e del turismo. Tuttavia, nonostante le numerose misure introdotte, la manovra non sembra indicare con chiarezza la direzione di marcia della cosiddetta "Melonomics" per il Paese.
Nel corso del 2024, il governo Meloni ha mancato diverse promesse, tra cui il taglio delle accise, il progetto dei centri in Albania, la cancellazione delle liste d'attesa nella sanità e la tassa sugli extraprofitti delle banche. La legge di Bilancio, pur essendo in linea con le previsioni, non riesce a dare un forte taglio alle tasse, confermando i tre scaglioni dell'Irpef e rafforzando i bonus per la famiglia.




