Balneabilità, il 94,9% delle coste italiane ha acque classificate eccellenti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La balneabilità delle coste italiane conferma anche per la stagione 2026 livelli molto elevati di qualità delle acque marine. Su un totale di 6.242 chilometri di costa monitorati in Italia, 5.926 chilometri risultano classificati come “eccellenti”, la categoria più alta prevista dalla normativa europea. Il dato corrisponde al 94,9% delle acque controllate e rafforza una tendenza già osservata negli ultimi anni, con una presenza diffusa di tratti costieri pienamente balneabili lungo il territorio nazionale.

La classificazione è stata elaborata dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), che ha analizzato lo stato delle acque di balneazione in vista della stagione 2026. I risultati mostrano come gran parte delle coste monitorate rientri nei parametri qualitativi più elevati stabiliti dalla normativa di riferimento. Il quadro evidenzia una situazione generalmente positiva per il mare italiano, con migliaia di chilometri di litorale che raggiungono gli standard più alti previsti per la tutela della salute dei bagnanti e per la qualità ambientale delle aree costiere.

Le regioni con risultati di rilievo nella classificazione 2026

Tra i dati diffusi emerge il caso della Calabria, dove oltre il 97% delle acque di balneazione rientra nelle classi qualitative più elevate previste dalla normativa europea. In particolare, il 93% delle acque è stato classificato come “eccellente”, mentre un ulteriore 4% ha ottenuto la valutazione “buona”. I risultati sono stati commentati dall’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, che ha sottolineato come questi numeri confermino la qualità del patrimonio marino regionale e l’efficacia delle attività di controllo svolte sul territorio.

Secondo quanto evidenziato in occasione della presentazione dei dati, il monitoraggio ambientale rappresenta uno strumento centrale per la salvaguardia delle coste e per la tutela del mare. Proprio nel giorno in cui l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), durante un’iniziativa promossa da Marevivo, ha richiamato l’attenzione sull’importanza della protezione degli ecosistemi marini, i risultati calabresi sono stati indicati come un esempio della qualità raggiunta attraverso le attività di verifica e controllo delle acque.

Puglia e qualità delle acque, il primato confermato

Accanto ai dati nazionali e a quelli della Calabria, la classificazione delle acque di balneazione evidenzia anche il risultato della Puglia, che si conferma prima in Italia per l’eccellenza della qualità dell’acqua per il sesto anno consecutivo. Il riconoscimento rafforza il ruolo della regione all’interno del quadro nazionale della balneabilità, in un contesto nel quale la qualità delle acque rappresenta un indicatore rilevante per la gestione e la valorizzazione delle aree costiere.

I dati raccolti dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente delineano quindi una situazione caratterizzata da una diffusione molto ampia di acque marine di qualità elevata lungo le coste italiane. Con quasi il 95% dei tratti monitorati inseriti nella categoria “eccellente”, la classificazione 2026 conferma la continuità di risultati già registrati negli anni precedenti e mette in evidenza l’importanza delle attività di monitoraggio che consentono di verificare costantemente lo stato delle acque destinate alla balneazione.

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