Sospetta intossicazione in Rsa: tre morti e 114 casi, indagini in corso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un’ondata di malori, che ha colpito 114 anziani ospiti di quattro diverse residenze sanitarie assistenziali (Rsa) nella zona di Firenze, ha portato alla morte di tre persone e al ricovero di altre sette, in un caso che sta scuotendo l’opinione pubblica e le istituzioni. Le indagini, ancora in corso, non hanno ancora chiarito le cause precise dell’intossicazione, ma i sospetti si concentrano su una possibile contaminazione alimentare. La direzione della Rsa di Pelago, da dove si ritiene sia partito il focolaio, ha dichiarato di aver garantito “il massimo supporto e collaborazione” alle autorità competenti, sottolineando che le cause reali dei malori non sono state ancora accertate.

I sintomi, che includono diarrea e vomito, sono comparsi già nella serata di domenica, aggravandosi nei giorni successivi. Due degli anziani colpiti sono morti lunedì, un terzo giovedì, mentre altri quattro, ricoverati in condizioni critiche, sono stati successivamente dimessi. “Mia mamma non è stata bene lunedì e martedì, ha avuto problemi intestinali”, ha raccontato una donna di Pelago, che ha visitato la madre nella Rsa Monsignor Monsabino, una delle strutture coinvolte.

La vicenda ha sollevato un’ondata di preoccupazione, non solo tra i familiari degli ospiti, ma anche a livello politico. Alessandro Draghi, vicepresidente vicario del consiglio comunale fiorentino, è stato tra i primi a chiedere di fare luce sulla vicenda, definendola “gravissima”. La sua posizione è stata rapidamente condivisa da esponenti politici locali e nazionali, che hanno sottolineato l’urgenza di individuare eventuali responsabilità.

Intanto, l’amministratore delegato di Sereni Orizzonti, l’azienda che gestisce le Rsa coinvolte, Gabriele Meluzzi, è intervenuto per difendere l’operato della struttura. “Il benessere degli anziani è il pensiero primario per la nostra azienda”, ha dichiarato, avanzando l’ipotesi di una “contaminazione esterna” come possibile causa dell’intossicazione. Meluzzi ha ribadito l’impegno dell’azienda nel garantire trasparenza e collaborazione con le autorità, pur senza entrare nel merito delle responsabilità, che restano oggetto di indagine.

Le quattro Rsa coinvolte, tutte gestite dalla stessa organizzazione, condividono lo stesso servizio di cucina centralizzato, che potrebbe rappresentare un elemento chiave nelle indagini. I pasti, preparati in un’unica struttura, vengono poi distribuiti nelle diverse residenze, un fattore che potrebbe spiegare la diffusione rapida e capillare dei malori. Le autorità sanitarie stanno analizzando campioni di cibo e materiali biologici per identificare l’eventuale presenza di agenti patogeni o tossine.

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