Morti per intossicazione in Rsa a Firenze, la figlia di una vittima: "Mi chiedono di pagare la retta"
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Redazione Interno
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Lucia Samuelli, figlia di Gianpiero, 86 anni, uno dei tre anziani deceduti a seguito di un focolaio di gastroenterite scoppiato in quattro strutture residenziali fiorentine gestite da Sereni Orizzonti, racconta la sua storia tra rabbia e dolore. "Nessuno mi ha chiamato per esprimermi condoglianze", ha dichiarato al Corriere della Sera e a La Nazione, "eppure ieri mattina ho trovato la fattura per i nove giorni di degenza di mio padre: circa 600 euro". Una richiesta di pagamento arrivata mentre ancora cerca di elaborare la perdita del padre, morto lunedì scorso, 10 febbraio, all’ospedale Santa Maria Nuova di Firenze, dopo essere stato ricoverato d’urgenza a causa di un’intossicazione alimentare.
Gianpiero Samuelli, ex magazziniere alla Zanussi, era ospite della Rsa Villa Desiderio di Settignano, una delle strutture coinvolte nell’emergenza sanitaria che ha colpito 114 persone tra ospiti e operatori. L’ipotesi principale è che il focolaio sia stato causato da cibi adulterati o avariati, serviti nelle mense delle residenze. Un’inchiesta è già in corso per accertare le responsabilità, mentre le autorità sanitarie stanno conducendo analisi approfondite sui campioni di alimenti prelevati.
Lucia, personal trainer e istruttrice di pilates, non cerca colpevoli a priori, ma vuole solo capire cosa sia accaduto. "Voglio la verità", ha detto, sottolineando come la mancanza di un gesto di umanità da parte della struttura abbia reso ancora più amara la sua esperienza. "Mio padre era lì da tempo, eppure non hanno ritenuto necessario un semplice messaggio di cordoglio. Invece, la fattura è arrivata puntuale".
La vicenda ha riacceso il dibattito sulle condizioni delle Rsa in Italia, già sotto i riflettori dopo gli scandali emersi durante la pandemia. Le strutture gestite da Sereni Orizzonti, che ospitano centinaia di anziani, sono ora al centro di indagini che cercano di ricostruire non solo le dinamiche dell’intossicazione, ma anche eventuali negligenze nella gestione delle emergenze sanitarie. Tra i punti oscuri c’è anche il ritardo con cui alcuni ospiti sono stati trasportati in ospedale, nonostante i sintomi gravi manifestati già nella serata di domenica.




