Serie A, il giudice sportivo sanziona: tre giocatori fermi e multe a cinque società
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Redazione Sport
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Il bilancio disciplinare dopo la ventunesima giornata del campionato di Serie A, stilato dal giudice sportivo Gerardo Mastrandrea, si concretizza in tre provvedimenti di squalifica per altrettanti calciatori, già diffidati in precedenza, e in una serie di sanzioni economiche a carico di cinque società, alcune delle quali per responsabilità oggettiva riguardante il comportamento dei propri tifosi. A dover saltare la prossima gara, per somma di ammonizioni ricevute nel corso dell’ultimo turno, sono Danilo Cataldi della Lazio, Juan Miranda del Bologna e Leo Østigard del Genoa, tutti colpiti da una fermata di un turno. Le decisioni, che si inseriscono nel solco della normale attività giudicante in seguito a ogni giornata di campionato, non si limitano tuttavia al solo ambito del rettangolo di gioco, estendendosi anche alle condotte tenute dalle società e dai loro sostenitori, spesso fonte di provvedimenti pecuniari.
Le sanzioni ai club: dall'Udinese al Milan
La parte più sa del comunicato ufficiale riguarda infatti le ammende inflitte a diversi club, con motivazioni eterogenee. L’Udinese è stata multata con 5.000 euro per responsabilità oggettiva, dopo che i suoi tifosi, nel corso della partita contro l’Inter, hanno “rivolto ripetutamente un coro insultante” nei confronti di un giocatore della squadra ospite. Il Milan, invece, è stato sanzionato con un’ammenda di 10.000 euro, a cui si aggiunge la menzione della “recidiva reiterata continuata”, per avere ingiustificatamente ritardato di circa due minuti l’inizio della propria partita, violazione che rientra anch’essa nel perimetro della responsabilità oggettiva della società. Altre sanzioni minori hanno coinvolto poi un giocatore, multato per un episodio di simulazione.
Le multe per i cori e il materiale pirotecnico
Oltre ai casi specifici, il giudice sportivo ha inoltre preso atto di un fenomeno diffuso, rimarcando nella sua decisione come i tifosi di ben undici società – Bologna, Cagliari, Cremonese, Fiorentina, Hellas Verona, Inter, Milan, Pisa, Roma, Torino e Udinese – abbiano violato il codice di giustizia sportiva introducendo e utilizzando materiale pirotecnico di vario genere, dai petardi ai fumogeni, durante le partite della seconda giornata di ritorno. Pur non elencando nel dettaglio le sanzioni per ogni singolo club coinvolto in questa ultima fattispecie, la premessa del provvedimento evidenzia la persistenza di un problema disciplinare che travalica i confini del campo e che impone una costante vigilanza.
Il quadro delle diffide e l'attività ordinaria
Il lavoro del giudice Mastrandrea, che prosegue senza sosta ciclo dopo ciclo, ha incluso anche l’invio di nuove diffide, strumento preventivo volto a richiamare all’ordine giocatori o dirigenti la cui condotta, pur non avendo ancora superato la soglia della sanzione, è stata giudicata meritevole di un monito formale. L’insieme di questi atti, dalle squalifiche alle multe, disegna il consueto quadro post-giornata, nel quale l’autorità giudicante valuta con attenzione non solo gli episodi di gioco ma anche tutto il contorno, talvolta rumoroso, che caratterizza gli eventi calcistici, applicando un regolamento che cerca di conciliare la necessità di punire gli illeciti con quella di educare al rispetto delle norme.




