L’Arsenal vola in finale, il sindaco di Madrid: “Pensavo di giocare contro l’Arsenal, non contro la Uefa”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Il boato dell’Emirates Stadium, martedì sera, non raccontava soltanto un gol – quello di Bukayo Saka, pesantissimo – ma l’intera architettura di una stagione. L’Arsenal ha battuto l’Atletico Madrid 1-0, conquistando sul campo la finale di Champions League del 30 maggio, eppure, una volta spenti i riflettori sul piano tattico che ha permesso ai Gunners di abbattere il consueto muro disegnato da Simeone, le polemiche hanno preso il sopravvento. A scuotere il dopo partita, con una virulenza inusuale perfino per i canoni del calcio che conta, ci ha pensato il primo cittadino della capitale spagnola, José Luis Martínez-Almeida, il quale non ha usato mezzi termini per descrivere ciò che, a suo avviso, si è consumato sul rettangolo verde.

“Non ci volevano in finale”: l’affondo del sindaco sui due episodi arbitrali

Durante la consegna delle chiavi di un complesso di opere pubbliche – gesto di ordinaria amministrazione trasformato in tribuna politica – Martínez-Almeida, tifoso dichiarato dei Colchoneros, ha rilasciato ai giornalisti presenti una dichiarazione destinata a fare il giro della penisola: «Pensavo di giocare contro l’Arsenal, non contro la Uefa. Non ci volevano in finale». Una frase, la sua, che incarna la frustrazione per due episodi arbitrali particolarmente discussi, sebbene il sindaco non sia sceso nei dettagli tecnici di quei singoli momenti. Ciò che traspare, piuttosto, è la convinzione che la direzione di gara affidata al tedesco Daniel Siebert – coadiuvato al Var e all’Avar da Bastian Dankert e Robert Schroder – sia stata viziata da un movente extra-calcistico: favorire la Germania nella corsa a portare cinque squadre alla prossima edizione della Champions League. Nessuna prova, beninteso, ma un sospetto che nelle parole di un primo cittadino assume il peso di un’accusa politica.

La notte dei sogni e dei milioni: il valore (anche economico) del gol di Saka

Sul piano squisitamente sportivo, però, la partita l’ha vinta l’Arsenal. E l’ha vinta grazie a una lettura tattica che Arteta ha imposto fin dal possesso palla, costringendo la retroguardia madrilena a uscire da posizioni che solitamente rappresentano il suo habitat naturale. Il gol di Saka non è stato solo un lampo di classe: è valso il biglietto per Budapest, ma anche un incasso monstre che il club londinese incasserà tra diritti televisivi, bonus Uefa e biglietteria. Una cifra, quella, che nessun sindaco può contestare e che restituisce la portata economica di una competizione dove il confine tra merito sportivo e opportunità finanziaria diventa sempre più sottile. Del resto, l’Arsenal tornava a giocarsi una finale europea a vent’anni di distanza dall’ultima volta, quando perse a Parigi contro il Barcellona; per l’Atletico, invece, l’amarezza per l’occasione mancata si mescola ora a un senso di ingiustizia alimentato dal primo cittadino.

Nessuna prova, ma un peso politico: le parole che scottano nel post partita

Curiosamente, la voce più autorizzata a lamentarsi non è stata né l’allenatore Simeone né un dirigente del club, bensì il sindaco di Madrid. Un fatto non secondario, questo, perché carica le polemiche di una legittimazione istituzionale che di solito rimane estranea alle questioni di campo. Martínez-Almeida ha scelto i toni diretti, senza giri di parole, e li ha confezionati con quella schiettezza che talvolta manca ai comunicati ufficiali delle società. «Non ci volevano in finale», ha ripetuto, e con questa accusa ha messo nell’angolo l’operato della terna arbitrale tedesca. Nessuna citazione esplicita al Var, nessuna richiesta di annullamento; soltanto la rabbia nuda di un tifoso che indossa la fascia tricolore. E in un calcio dove i margini sono millimetrici e le moviole infinite, una dichiarazione del genere finisce per pesare più di un errore arbitrale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.