L'Arsenal piega il Real Madrid al Bernabéu e vola in semifinale di Champions
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Redazione Sport
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Niente rimonta, niente miracolo. Il Real Madrid, che pure aveva provato a crederci fino all’ultimo, si arrende all’Arsenal per la seconda volta in due settimane, questa volta davanti al proprio pubblico. Finisce 2-1 per i Gunners, che chiudono i conti già dopo il 3-0 dell’andata e approdano in semifinale di Champions dopo sedici anni di assenza. Un traguardo storico, raggiunto con freddezza e determinazione, mentre i blancos – nonostante i proclami – non riescono a trovare quella scintilla che avrebbe potuto ribaltare una partita già compromessa.
Ancelotti aveva puntato tutto sul tridente Rodrygo-Mbappé-Vinicius, ma i tre, stretti nella morsa della difesa avversaria, non hanno mai trovato spazio per impensierire davvero Raya. Al contrario, è stato l’Arsenal a dettare il ritmo fin dalle prime battute: Saka, autore di un’ottima prestazione, ha subito provato a spezzare l’inerzia con due conclusioni pericolose, mentre Martinelli – decisivo nel recupero – ha chiuso i conti quando ormai il Real sembrava aver esaurito le energie. Courtois, pur respingendo un rigore, non ha potuto nulla sui gol subiti, mentre la squadra di casa, nonostante gli slanci di Vázquez e l’entrata vivace di Endrick, ha mostrato troppi vuoti in mezzo al campo.
Se martedì il Borussia Dortmund e l’Aston Villa avevano già chiuso il discorso con Barcellona e Psg, mercoledì è toccato all’Inter e all’Arsenal completare il quadro delle semifinali. I nerazzurri, che affronteranno il Barça, e i Gunners, ora chiamati a misurarsi con il Paris Saint-Germain, hanno dimostrato di poter competere con chiunque, mentre il Real Madrid – come il Bayern – deve arrendersi all’evidenza: quest’anno, la strada per la finale è un’altra.




