Carburanti, il price cap allarga la rete e il governo stringe sulla filiera
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Le tensioni internazionali hanno riportato al centro dell'agenda politica il costo dell'energia e, in particolare, il prezzo dei carburanti alla pompa. La decisione di Eni di applicare un tetto ai prezzi di benzina e gasolio, seguita nelle ultime settimane da Ip, Q8 e infine Tamoil, ha modificato gli equilibri del mercato al dettaglio, con un effetto a catena che coinvolge ormai una quota rilevante della rete distributiva nazionale.
Il tetto di Eni e l'effetto sulla rete
Il punto di partenza è la scelta di Eni, annunciata alla fine di settembre, di calmierare i prezzi presso le stazioni Enilive aderenti. Nella rete del cane a sei zampe la benzina viene proposta a un euro e novantanove centesimi al litro e il diesel a due e diciannove, con un taglio di circa diciassette centesimi rispetto alle medie della settimana precedente e un risparmio stimato di otto euro e cinquanta centesimi per un pieno da cinquanta litri.
A questa prima mossa hanno fatto seguito Ip, che non ha indicato una cifra fissa ma ha annunciato un valore da definire in base alle esigenze della filiera, e Q8. L'ultima compagnia in ordine di tempo è stata Tamoil, controllata dalla holding olandese Oilinvest, a sua volta facente capo al fondo sovrano libico Lia, che con una nota ha comunicato l'adozione di misure volte a mitigare il prezzo dei carburanti commercializzati presso la propria rete.
Quasi 12.900 distributori nel perimetro
La somma degli impianti riconducibili ai marchi che hanno aderito all'iniziativa restituisce una mappa imponente. Secondo i dati dell'Osservaprezzi del Mimit, Eni dispone di circa 3.900 distributori, Ip di circa 3.500, Q8 di quasi 2.900 e Tamoil di oltre 1.450 abilitati all'erogazione di benzina e gasolio. Mettendo a sistema l'intero potenziale commerciale dei marchi aderenti, il volume complessivo delle stazioni che applicano condizioni calmierate può raggiungere quasi 12.900 punti vendita, mentre il monitoraggio più prudenziale condotto dal Codacons fissa stabilmente a circa 11.500 il totale degli impianti operativi nel ribassare i listini alla pompa, su una rete nazionale che supera i 21 mila distributori. Il provvedimento di Tamoil resterà in vigore fino al 31 ottobre 2026, con l'obiettivo dichiarato di sostenere la mobilità e tutelare la rete.
Il quadro normativo e il monitoraggio dei prezzi
L'iniziativa delle compagnie si inserisce in un contesto normativo che il governo ha progressivamente rafforzato. Il decreto carburanti approvato dal Consiglio dei ministri nel marzo 2026 ha previsto una riduzione temporanea della tassazione su gasolio, benzina e Gpl, accompagnata da misure di prevenzione e contrasto ai fenomeni speculativi.
Per un periodo di tre mesi le compagnie petrolifere sono state tenute a comunicare e pubblicare i prezzi consigliati, sottoposti alla sorveglianza del Garante per la sorveglianza dei prezzi, figura incardinata presso il Ministero delle imprese e del made in Italy. Il Garante, supportato da una specifica Unità di missione, analizza le segnalazioni provenienti da cittadini, associazioni dei consumatori e uffici prezzi delle Camere di commercio, confrontando l'andamento dei prezzi al consumo con le variazioni delle quotazioni internazionali delle materie prime.
Qualora rilevi una variazione dei prezzi al dettaglio significativamente superiore a quella giustificata dall'andamento delle quotazioni, è tenuto a comunicare il dettaglio degli operatori alla Guardia di finanza, che procede ad accertare eventuali anomalie sui costi e sui prezzi giornalieri lungo l'intera filiera.
Lo sconto per agricoltura e pesca
Parallelamente al price cap sulla rete stradale, Eni ha esteso la riduzione dei prezzi ai carburanti a uso agricolo e motopesca. Dal 2 ottobre gli attuali clienti Enilive possono acquistare gasolio e benzina al prezzo scontato del venti per cento al netto dell'Iva, con validità fino al 31 ottobre e possibilità di estensione fino alla fine dell'anno in base all'andamento del mercato e alla disponibilità di prodotto.
La decisione si inquadra nell'iniziativa Eni per l'Italia e fa seguito al price cap applicato nelle stazioni Enilive dal 28 settembre e allo sconto con prezzo bloccato sulle tariffe di luce e gas annunciato da Plenitude. Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha ringraziato l'azienda per aver compreso la necessità di sostenere il settore produttivo primario, auspicando che altre compagnie seguano l'esempio.
Le perplessità dei gestori e delle pompe bianche
Non mancano le voci critiche. I gestori degli impianti e i piccoli petrolieri hanno definito la misura una forma di concorrenza sleale, sostenendo che solo i grandi gruppi verticalmente integrati possano permettersi riduzioni tanto marcate. L'Unione Nazionale Consumatori, pur accogliendo positivamente l'adesione di Tamoil, ha evidenziato la necessità di tutelare le pompe bianche e la grande distribuzione, che a differenza delle compagnie maggiori non possono estrarre petrolio né contare su raffinerie proprie e dipendono da altri per il rifornimento.
Il Codacons ha dal canto suo rimarcato come l'allargamento del fronte risponda all'appello rivolto nei giorni scorsi ai marchi petroliferi, definendo l'operazione una testimonianza di come la concorrenza faccia bene al mercato e alle tasche dei consumatori, ma ha anche chiesto trasparenza affinché sia reso immediatamente comprensibile e verificabile l'effettivo calo dei listini su ciascun distributore.
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