Guglionesi-Torino, il giallo del bus finito nel Po: l’autista era al volante quando è stato estratto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le indagini sulla tragedia che mercoledì 26 marzo ha visto un pullman turistico precipitare nel fiume Po, a Torino, si concentrano ora sulle ultime parole e sui movimenti di Nicola Di Carlo, l’autista 64enne morto dopo essere stato soccorso. A fornire agli investigatori un elemento chiave è stato Wilhelm Teli, l’istruttore di canoa che, poco dopo le 17:30, si è calato nel mezzo semi-sommerso per trarre in salvo Di Carlo. Secondo la sua testimonianza, l’uomo era ancora seduto al posto di guida al momento dell’estrazione, un dettaglio che potrebbe orientare le indagini verso un malore improvviso, sebbene non siano escluse altre ipotesi, come un guasto meccanico al sistema frenante o al pilota automatico.

Intanto, la scolaresca che avrebbe dovuto essere trasportata dal bus – impegnata in una gita al Museo Egizio – è rientrata a casa con un altro mezzo. Le insegnanti, contattate dalla struttura museale, hanno scelto di comunicare ai bambini che il veicolo "si era rotto", evitando di approfondire i dettagli della tragedia. Una decisione che, se da un lato ha protetto i più piccoli, dall’altro lascia aperte domande sulle dinamiche dell’incidente, soprattutto considerando che il tratto dei Murazzi – dove è avvenuto il sinistro – è da tempo al centro di polemiche per la sua presunta insicurezza.

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