Flat tax e forfettario, la manovra fiscale riapre il dibattito

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Legge di Bilancio per il 2026, approvata in via definitiva e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre, riaccende con due specifici ordini del giorno il confronto, mai veramente sopito, sulle prospettive del sistema tributario italiano per le micro-imprese e i professionisti. I provvedimenti, i cui contenuti dovranno essere sviluppati in successivi atti normativi, puntano a modificare l’architettura di due pilastri: la flat tax incrementale, concepita come possibile alternativa al concordato preventivo per risanare debiti tributari, e il regime forfettario, la cui accessibilità potrebbe essere estesa. In particolare, come sottolineato in un intervento parlamentare, si lavora a una norma che permetta ai professionisti in regime forfettario di mantenere le agevolazioni fiscali anche quando scelgono di operare in forma aggregata, costituendo società tra professionisti, una possibilità attualmente preclusa e che limitava le opzioni di crescita, specialmente per i più giovani.

Le novità del forfettario in vigore dal 2026

Il quadro viene definito da una serie di interventi legislativi che si susseguono, dove la Legge di Bilancio 2025 ha già posto le basi per cambiamenti significativi, ampliando l’accesso e ridefinendo i vantaggi. Il regime forfettario, com’è noto, è un sistema agevolato riservato alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni, con un limite di ricavi o compensi annui incassati fissato a 85.000 euro. Dal primo gennaio 2026, tuttavia, le regole subiranno un ulteriore affinamento, introducendo criteri più stringenti che mirano a una maggiore corrispondenza tra il trattamento fiscale privilegiato e l’effettivo volume d’affari del contribuente. L’intento del legislatore appare quello di razionalizzare il meccanismo, garantendone la sostenibilità nel medio periodo, mentre si esplorano strade per non penalizzare chi intende associarsi.

Un percorso per le aggregazioni professionali

La possibilità per i liberi professionisti di operare in società, mantenendo il beneficio del forfettario, rappresenta una delle innovazioni più attese e discusse. L’approvazione dell’ordine del giorno numero 21 alla manovra segna infatti una svolta di indirizzo, impegnando il Governo a predisporre gli strumenti normativi necessari. Se l’impegno verrà concretizzato, come anticipato, attraverso un decreto attuativo, si verrebbe a creare un canale preferenziale per quelle figure professionali che, pur avendo ricavi contenuti, cercano nella forma societaria non solo una crescita dimensionale ma anche una maggiore solidità operativa e una migliore capacità di affrontare il mercato. Una tale evoluzione potrebbe incidere profondamente sull’organizzazione di interi settori, dall’ingegneria alla consulenza, oggi dominati dal lavoro in forma individuale.

Gli scenari per lavoratori e Partite IVA

Le modifiche in corso di definizione interessano da vicino anche i lavoratori dipendenti che valutino la possibilità di avviare un’attività autonoma in parallelo o in alternativa al proprio impiego. Per costoro, le nuove regole del 2026 delineano un panorama di opportunità e di attenzioni, dove i vantaggi fiscali – che rimangono consistenti – sono bilanciati da una più accurata verifica dei requisiti e dei limiti. La discussione sulla flat tax incrementale, dal canto suo, aggiunge un ulteriore tassello al complesso mosaico degli strumenti di composizione della crisi d’impresa, proponendo una strada alternativa al concordato che possa risultare più snella per certe tipologie di debitori. Il quadro che emerge è dunque in movimento, con il Fisco chiamato a trovare un punto di equilibrio tra esigenze di gettito, sostegno all’iniziativa economica e correttezza concorrenziale.

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