Abi, banche pronte a sospensione mutui per zone colpite dal maltempo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Associazione Bancaria Italiana ha diramato una comunicazione ufficiale, nella quale sollecita gli istituti di credito a predisporre con immediatezza la sospensione dei piani di ammortamento per le famiglie e le imprese residenti nei territori devastati dall’ondata di maltempo eccezionale. Tale misura, che rappresenta un concreto segnale di vicinanza del sistema creditizio in una fase di estrema difficoltà, potrà tuttavia essere attivata solo a valle della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei provvedimenti governativi che formalizzano lo stato di emergenza, un passaggio burocratico necessario ma che le banche si dicono pronte a seguire senza indugi.

Lo stato di emergenza dichiarato dal Consiglio dei ministri

La dichiarazione dell’Abi giunge, non a caso, a poche ore dalla delibera del Consiglio dei ministri, il quale ha riconosciuto lo stato di emergenza per tre regioni particolarmente provate: la Calabria, la Sicilia e la Sardegna. In queste aree, le precipitazioni intense e i venti di forte intensità, che i media hanno associato al ciclone Harry, hanno causato danni ingenti alle infrastrutture, al tessuto produttivo e alle abitazioni private, creando una situazione di grave disagio per molti cittadini, alcuni dei quali hanno perso tutto. L’intervento governativo, quindi, fornisce il quadro giuridico necessario per avviare le prime misure di sostegno, tra le quali la sospensione dei mutui si configura come una delle più attese e rilevanti per alleviare l’onere finanziario di chi deve far fronte alla ricostruzione.

Le tempistiche operative per l’attuazione della misura

Sebbene l’invito dell’Abi sia inequivocabile nel chiedere una pronta esecuzione, la sospensione delle rate non sarà automatica né immediata per i correntisti. Il meccanismo, come spesso accade in simili circostanze, è subordinato all’iter amministrativo dello Stato: bisogna attendere che i dettagli operativi, le modalità e la durata della sospensione vengano definiti per decreto e resi pubblici attraverso il canale ufficiale della Gazzetta Ufficiale. Solo a quel punto le filiali bancarie potranno materialmente bloccare gli addebiti e ricalendarizzare i piani di rimborso, una procedura che, in base alle esperienze pregresse legate ad altri disastri naturali, può richiedere qualche giorno di lavoro tecnico da parte degli uffici competenti. La nota dell’associazione di categoria, in sostanza, funge da preavviso formale agli istituti affinché si organizzino internamente, snellendo le pratiche per quando la normativa sarà efficace.

Il contesto e le analogie con precedenti interventi

Questa non è la prima volta che il sistema bancario italiano mette in campo simili strumenti di protezione per sostenere i clienti in aree colpite da calamità. In passato, in seguito ad eventi sismici o ad alluvioni particolarmente distruttive, sono state previste analoghe moratorie, le quali, pur non cancellando il debito, offrono un respiro temporaneo fondamentale per riorganizzarsi. L’iniziativa, peraltro, segue di poco la richiesta avanzata pubblicamente dal ministro della Protezione Civile per un intervento specifico a favore di alcune località, come Niscemi, particolarmente martoriate. Il fatto che l’Abi si sia espressa in tempi così rapidi, quindi, indica una volontà di coordinamento con le istituzioni, in un momento in cui la priorità assoluta è quella di offrire risposte concrete, sebbene temporanee, a chi si trova a dover ricostruire la propria vita quotidiana tra le macerie materiali ed economiche lasciate dal maltempo.

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