Lazio-Atalanta, al via la doppia sfida dell’Olimpico: Sarri affida il reparto a Provstgaard, Palladino sceglie Krstovic
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Redazione Sport
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La cornice dell’Olimpico, con il suo consueto carico di aspettative, fa da sfondo all’anticipo delle 18:00 che mette di fronte Lazio e Atalanta, scontro diretto valido per la venticinquesima giornata di Serie A e, per certi versi, antipasto della doppia semifinale di Coppa Italia che vedrà nuovamente le stesse formazioni incrociarsi a breve. Un appuntamento, quello odierno, che pesa doppiamente sul cammino delle due compagini, divise in classifica da sei lunghezze ma accomunate dall’urgenza di consolidare le rispettive ambizioni europee. Se i nerazzurri di Raffaele Palladino, reduci da un lungo periodo di imbattibilità e forti del sesto posto, intendono blindare la propria posizione per allungare ulteriormente sulle inseguitrici, i biancocelesti di Maurizio Sarri – reduci dal successo ai rigori in Coppa Italia contro il Bologna – sono chiamati a compiere l’aggancio per non vedere allontanarsi definitivamente il treno che porta alle competizioni continentali -2-4.
Le scelte dei due tecnici, comunicate ufficialmente prima del fischio d’inizio, disegnano profili tattici piuttosto chiari e rispondono, nel caso dell’Atalanta, all’emergenza legata all’assenza di Charles De Ketelaere, fermato da un problema al menisco che lo terrà lontano dai campi per circa un mese -9. Palladino, che contro la Juventus nell’ultimo turno di campionato aveva visto i suoi cambi rivelarsi decisivi, si affida al consueto 3-4-2-1, con qualche aggiustamento rispetto alle ultime uscite -3. In porta, davanti a Carnesecchi, il terzetto difensivo è composto da Scalvini, Djimsiti e dal giovane Ahanor; sulla fascia destra agirà Zappacosta, mentre a sinistra Bernasconi è preferito ad altre soluzioni. Il centrocampo, cuore dell’equilibrio nerazzurro, vede il rientro di Marten de Roon dal primo minuto al fianco di Ederson, con Samardzic e Zalewski chiamati a supportare l’unica punta, Nikola Krstovic, che vince il ballottaggio con Scamacca per un posto da titolare nel tridente offensivo -1-7-9.
L’undici di Sarri tra assenze e giovani leve
Sull’altro fronte, Maurizio Sarri deve fare i conti con un’infermeria piuttosto affollata e con qualche squalifica di troppo che riduce il ventaglio delle alternative. Il tecnico toscano, che sta plasmando una Lazio forse meno votata al possesso palla maniacale della prima era ma certamente più solida e passionale, come dimostrato nella battaglia del Dall’ara, schiera i suoi con il collaudato 4-3-3 -2. Davanti a Provedel, la linea difensiva vede Marusic e Nuno Tavares sugli esterni, con la coppia centrale formata da Gila e dal danese Oliver Provstgaard, chiamato a gestire le incursioni avversarie in assenza di Romagnoli, fermato dal giudice sportivo. A centrocampo, la mediana è affidata alla fisicità di Dele-Bashiru, alla regia di Cataldi e alla spinta di Taylor, mentre il reparto avanzato – privato di Pedro e Zaccagni – vede Noslin e Isaksen ai lati di Daniel Maldini, schierato come falso nue o comunque con licenza di svariare su tutto il fronte d’attacco per creare superiorità e trovare varchi nella retroguardia orobica -1-9.
L’avvio del match all’Olimpico, dunque, segna non solo l’inizio di una gara che vale sei punti in ottica classifica ma anche l’apertura di una mini-serie di tre confronti ravvicinati che potranno delineare il morale e le energie con cui entrambe le squadre affronteranno la volata finale della stagione. La scelta di lanciare Provstgaard dal primo minuto, così come la conferma di Samardzic alle spalle di Krstovic, rappresentano due chiari indicatori della fiducia che i rispettivi allenatori ripongono nelle seconde linee, chiamate a rispondere presente nel momento più delicato dell’annata. La sfida, in tal senso, è anche un banco di prova per valutare la profondità delle rose e la capacità dei due gruppi di assorbire le assenze senza perdere identità e cinismo sotto porta.




