Lazio-Atalanta 0-2, la legge dell'Olimpico non perdonerà Sarri: Ederson e Zalewski affondano i biancocelesti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’Atalanta prosegue la sua inesorabile risalita in classifica e lo fa espugnando uno Stadio Olimpico deserto e ammutolito, imponendosi per due reti a zero contro una Lazio che, per larghi tratti della gara, aveva invece fatto intravedere qualcosa di più della semplice squadra di metà classifica. La venticinquesima giornata del campionato di Serie A Enilive regala agli orobici di Raffaele Palladino tre punti pesantissimi, conquistati con un gol per tempo, che consentono alla Dea di scavalcare il Como e di issarsi al sesto posto in solitaria, agganciando quel treno europeo che sembrava ormai un miraggio solo pochi mesi fa. La gara, al di là del risultato secco, è stata più combattuta di quanto il punteggio finale non dica, con i padroni di casa che nella prima frazione hanno sfiorato il vantaggio in un paio di circostanze. Per i laziali, costretti a fare a meno di pedine importanti e a gestire le energie dopo un tour de force che li ha visti impegnati contro Juventus e Bologna, arriva una sconfitta che lascia l'amaro in bocca, soprattutto per la prestazione offerta, ma che non cancella i progressi mostrati nelle ultime uscite.

È stato un primo tempo di sostanziale equilibrio, spezzato solo al minuto trentotto da un episodio che ha cambiato l'inerzia del match. Un discesa sulla destra di Zappacosta, con il suo cross destinato a Krstovic, ha trovato la scivolata in area di Danilo Cataldi, il cui intervento è stato giudicato dal direttore di gara come un fallo di mano. Dal dischetto, Éderson non ha sbagliato, spiazzando Provedel e portando in vantaggio i suoi, proprio nel momento in cui la Lazio sembrava aver alzato il baricentro. I biancocelesti, infatti, prima del rigore avevano creato le occasioni migliori, come quella capitata a Kenneth Taylor: il suo tiro di prima, su suggerimento dal fondo di un ispirato Daniel Maldini, si era stampato sul palo, complice anche una deviazione decisiva di Carnesecchi. Dall'altra parte, invece, era stato Provstgaard con un intervento prodigioso di testa a negare la gioia del gol a Krstovic, servito da Bernasconi, confermandosi come uno dei pochi a salvarsi nella serata romana -4.

Un secondo tempo di gestione e la perla di Zalewski che gela l'Olimpico

Nella ripresa, la musica non cambia in modo sostanziale, ma è l'Atalanta a dimostrarsi più cinica e concreta. Al sessantesimo minuto, infatti, arriva il raddoppio che di fatto chiude i giochi. Bernasconi, ancora lui, confeziona l'assist per Nicola Zalewski, che controlla e lascia partire un bolide dalla distanza che si va a insaccare nell'angolino basso alla destra di Provedel, rendendo vano ogni suo tentativo di deviazione. Una vera e propria perla del polacco, che dopo il gol si lascia andare a un'esultanza veemente e forse eccessiva sotto il settore Monte Mario, tale da scatenare la reazione stizzita di Cataldi, andato a redarguirlo per invitarlo a un maggior rispetto verso l'avversario -1. Un episodio che racconta la tensione del momento, ma che non scalfisce la prestazione solida degli orobici, bravi a gestire il vantaggio e a colpire in ripartenza. Palladino, dal canto suo, può sorridere per la prova dei suoi, pur dovendo registrare un piccolo infortunio muscolare per Giacomo Raspadori, subentrato nella ripresa e costretto al forfeit nei minuti finali, lasciando la sua squadra in dieci uomini per un brevissimo frangente -5.

L'orgoglio di Sarri e la crescita di una Lazio che non ci sta

Nonostante la sconfitta, Maurizio Sarri trova comunque elementi positivi nella prestazione della sua Lazio, visibilmente provata dalla stanchezza ma mai doma. Il tecnico toscano, ai microfoni di Dazn e in conferenza stampa, ha voluto sottolineare come il risultato sia forse troppo severo per quanto visto in campo, citando anche la sfortuna come fattore determinante. Ha parlato di un pizzico di sfortuna mancato, ricordando come l'Atalanta abbia recentemente vinto partite simile con pochi tiri in porta, come accaduto contro la Juventus in Coppa Italia -3-6. La sua analisi si è concentrata sulla tenuta mentale e fisica del gruppo: la capacità di reggere tre partite di altissimo livello in pochi giorni, contro avversarie del calibro di Juventus, Bologna e Atalanta, è per Sarri il segnale che questa squadra, nonostante le assenze e le difficoltà, stia diventando un collettivo solido. Ha voluto spendere parole di stima per i suoi ragazzi, per non essere mai crollati e aver continuato a giocare fino al novantacinquesimo, e ha commentato con onestà le prestazioni dei singoli, da un Nuno Tavares ancora da "razionalizzare" a un Maldini dalle grandi qualità, ma a cui manca ancora qualcosa nell'attacco dell'area quando è chiamato a fare la punta centrale -9.

La gestione Palladino e la corsa dell'Atalanta che non si ferma

Dall'altra parte, Raffaele Palladino esce dall'Olimpico con la consapevolezza di aver compiuto un altro passo importante nel suo percorso di ricostruzione tecnica e mentale dell'Atalanta. Subentrato a stagione in corso, l'allenatore ha saputo rivitalizzare l'ambiente, inculcando fiducia e un'identità di gioco chiara che sta portando risultati concreti: ventinove punti in quattordici turni sono un ruolino di marcia impressionante -5. Nel post-gara, però, il tecnico ha voluto mantenere i piedi per terra, evitando trionfalismi e ricordando che il lavoro è ancora lungo. Ha parlato di una partita equilibrata contro una Lazio in salute e ben allenata, in cui i suoi sono stati bravi a essere cinici e a portare a casa il massimo -2. Nonostante la gioia per la vittoria, non ha nascosto un piccolo rimprovero ai suoi ragazzi: non si è fatto nulla, non si deve guardare alla classifica o alla zona Champions, ma continuare a spingere con umiltà e fame, partita dopo partita. Un pensiero, poi, lo ha dedicato agli acciaccati, in particolare a Raspadori, di cui ha lodato l'immediato ambientamento e la professionalità, augurandosi che il suo problema muscolare non sia nulla di grave per non privare la squadra di un elemento prezioso in questo rush finale -8. Con tre competizioni ancora aperte e un calendario fittissimo all'orizzonte, la Dea di Palladino sembra avere tutte le carte in regola per giocarsi le proprie chance fino alla fine, senza paura e con la giusta determinazione.

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