Non solo Luperto-Vlahovic, altri due rigori in Cagliari-Juve. Mistero Taremi-Vasquez

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La 26esima giornata di Serie A, in attesa del monday night tra Roma e Monza, ha lasciato sul campo una scia di polemiche arbitrali, con episodi controversi che hanno acceso il dibattito. Tra questi, il posticipo tra Cagliari e Juventus è stato particolarmente ricco di situazioni da analizzare, con tre potenziali calci di rigore richiesti in campo e nessuno fischiato dall’arbitro Colombo. A far discutere, in particolare, è stato il contatto tra Alberto Luperto e Dušan Vlahovic: il difensore del Cagliari ha spinto con entrambe le mani l’attaccante serbo alle spalle, in un’azione che molti hanno giudicato come un evidente fallo da rigore.

Gianni Balzarini, giornalista e opinionista, ha commentato l’episodio sul suo canale YouTube, sottolineando come la rabbia della Juventus sia più che giustificata. "C’è una spinta con le due mani nel momento in cui uno sta tirando", ha affermato Balzarini, aggiungendo che, sebbene la Juve non sia solita accerchiare gli arbitri o protestare in modo plateale, in questo caso l’indignazione appare comprensibile. Anche Graziano Cesari, ex arbitro e moviolista per Mediaset, ha espresso perplessità sulla decisione, definendo "inspiegabile" come la terna arbitrale non abbia visto il fallo di Luperto su Vlahovic, ribadendo che si trattava di un rigore netto.

Ma il caso Luperto-Vlahovic non è stato l’unico a far discutere. Durante la stessa partita, sono emerse altre due situazioni controverse, entrambe legate a possibili rigori non assegnati. Sebbene i dettagli di queste azioni non siano stati approfonditi con la stessa attenzione riservata al contatto in area, è evidente come l’arbitraggio abbia lasciato spazio a interpretazioni divergenti, alimentando il malcontento tra i tifosi e gli addetti ai lavori.

Intanto, un altro episodio ha attirato l’attenzione: il mistero Taremi-Vasquez. Durante la partita tra Inter e Genoa, l’arbitro Daniele Orsato non ha mostrato il cartellino rosso a Cristian Vasquez per un fallo su Mehdi Taremi, mentre Henrikh Mkhitaryan è rimasto impunito nonostante un’azione che avrebbe potuto meritare un ammonimento. Questi decisioni, o non-decisioni, hanno ulteriormente alimentato il dibattito sull’uniformità dell’applicazione delle regole, sollevando interrogativi sulla coerenza delle valutazioni arbitrali.

A complicare il quadro, la Serie A ha annunciato la sospensione per un mese di un altro arbitro, il cui nome non è stato reso noto, in seguito a un’analisi della moviola. Questo provvedimento, se da un lato dimostra una certa attenzione verso il miglioramento degli standard arbitrali, dall’altro rischia di accentuare la percezione di un sistema in affanno, dove le regole sembrano applicarsi in modo disomogeneo.

La polemica non si ferma qui. Nel match tra Como e Juventus, svoltosi qualche settimana fa, la decisione di non assegnare un rigore per un presunto fallo su Federico Gatti aveva già scatenato un putiferio. L’allenatore del Como, che fino a quel momento aveva evitato di commentare le prestazioni degli arbitri, aveva alzato la voce, sostenendo che la Juventus goda di un trattamento di favore. Una tesi che, sebbene priva di prove concrete, trova terreno fertile in un contesto dove ogni decisione controversa che coinvolge la squadra bianconera diventa immediatamente un caso nazionale.

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