Inter, il fondo del Qatar Al Mirqab sonda Oaktree per una quota di minoranza
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Redazione Sport
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Un fondo riconducibile alla famiglia reale del Qatar ha messo gli occhi sull'Inter. Secondo quanto riferito da più fonti, tra cui Il Messaggero e il Corriere della Sera, il nome che circola con insistenza negli ambienti finanziari è quello di Al Mirqab, un family office con sede a Doha che gestisce il patrimonio dello sceicco Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, noto con l'acronimo di Hbj. Si tratta di un ex primo ministro del Qatar, nonché cugino dell'attuale emiro del Paese mediorientale.
L'interessamento riguarda una possibile acquisizione di una partecipazione di minoranza nel club nerazzurro, attualmente controllato dal fondo statunitense Oaktree.
I contatti con Oaktree e il profilo dello sceicco
Al momento, tuttavia, non si può parlare di una trattativa vera e propria. I contatti tra Al Mirqab e la proprietà dell'Inter sarebbero ancora a livello verbale ed esplorativo, come riportato da diverse testate. Oaktree, interpellata sulla vicenda, ha scelto di non rilasciare commenti. La posizione del fondo californiano non sembra prevedere una cessione del controllo, ma l'apertura a un socio di minoranza non viene considerata uno scenario impossibile.
Lo sceicco Hbj, 67 anni, vanta una consolidata rete di interessi economici in Italia, con una particolare predilezione per il settore immobiliare. La sua presenza a Milano è frequente, anche perché una parte della sua famiglia risiede nel capoluogo lombardo. Tra le operazioni recenti più rilevanti figurano l'acquisizione dell'80% del palazzo di via Monte Napoleone 8 dal gruppo Kering, per un valore di circa 1,1 miliardi di euro, e l'acquisto di Villa Certosa dalla famiglia Berlusconi per una cifra stimata intorno ai 350 milioni.
Quest'ultima operazione è stata realizzata attraverso Constellation Hotels, società controllata da Al Mirqab attiva nel settore dell'ospitalità di lusso.
Il progetto del nuovo stadio e la valutazione del club
A rendere l'Inter un obiettivo appetibile per gli investitori mediorientali concorrono diversi fattori. In primo luogo, i risultati economici del club: l'ultimo bilancio approvato ha chiuso con ricavi per 518 milioni di euro e un utile di 22,7 milioni, il secondo risultato positivo consecutivo. In secondo luogo, il progetto del nuovo stadio, per il quale Inter e Milan hanno acquisito l'area del Meazza e i terreni circostanti. L'operazione, perfezionata tramite la società Stadio San Siro S.p.A., è stata finanziata con il supporto di istituti come Goldman Sachs, J.P.
Morgan, Banco BPM e BPER Banca. La progettazione è affidata agli studi internazionali Foster + Partners e MANICA Architecture. I primi rendering dell'impianto, che avrà una capienza prevista di circa 71.500 spettatori, sono attesi tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre. La relazione di fattibilità attribuisce al nuovo stadio, una volta completato, un valore stimato di oltre 2 miliardi di euro, una cifra che comprende non solo l'impianto ma anche le opere commerciali e ricettive annesse.
Le stime sul valore dell'Inter
Le valutazioni sul valore complessivo del club nerazzurro sono differenti. La rivista Forbes colloca l'Inter intorno agli 1,5 miliardi di euro, debito incluso, mentre Football Benchmark arriva a una stima di circa 2,1 miliardi. Secondo alcune analisi, una possibile forchetta intermedia per il valore d'impresa si collocherebbe tra 1,8 e 2 miliardi di euro. L'eventuale ingresso di un investitore di minoranza contribuirebbe a fissare una valutazione concreta della società attraverso il prezzo pagato per la partecipazione.
Il nuovo San Siro rappresenta un elemento centrale in questa prospettiva, poiché il potenziale aumento dei ricavi da biglietteria, hospitality e attività commerciali inciderà sensibilmente sul valore futuro del club. Resta da definire, qualora l'interesse dovesse evolvere in una negoziazione formale, quale sia la cifra che Oaktree sarebbe disposta ad accettare per cedere una quota.
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