Poncle apre studi in Giappone e Italia, la fabbrica di Vampire Survivors lavora a quindici nuovi progetti
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non c'è riposo per le mura domestiche di Poncle o, per meglio dire, per quelle che presto diventeranno delle vere e proprie sedi internazionali. Lo studio che ha trasformato un’idea minimalista in un fenomeno globale come Vampire Survivors ha infatti deciso di alzare la posta, approfittando di un momento – quello attuale – particolarmente favorevole per allargare i propri orizzonti. Se il successo dello studio fosse stato semplicemente un colpo di fortuna, probabilmente avremmo assistito a un silenzio assordante dopo il lancio del 2022; e invece, stando alle dichiarazioni rese durante il London Game Festival, il team si prepara a una vera e propria espansione geografica, aprendo nuovi piccoli studi in Giappone e in Italia.
Il chief strategy officer di Poncle, Matteo Sapio, ha rivelato ai microfoni di The Game Business che Vampire Survivors ha ormai superato quota 27 milioni di giocatori, un dato che da solo spiega la capacità dello studio di reinvestire gli utili in operazioni ad alto rischio creativo. Tuttavia, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’apertura di queste nuove sedi non è figlia di un’espansione aziendale fine a sé stessa, legata a logiche di bilancio, ma nasce dalla volontà di strutturare una federazione di team indipendenti in cui agilità e spirito indie restano le parole d’ordine.
Quindici progetti, una sola direzione: tra spin-off e nuove proprietà intellettuali
Il cuore pulsante di questa strategia, che molti definirebbero ambiziosa (e forse azzardata), risiede nel numero di titoli attualmente in cantiere. Poncle, ci tengono a precisare dalla software house britannica, sta lavorando a oltre quindici progetti, sebbene la precisazione sia d’obbligo: non si tratta esclusivamente di quindici "giochi" completi, ma anche di DLC, aggiornamenti gratuiti e collaborazioni esterne. In pratica, gli ingranaggi della macchina creativa girano a pieno regime, e lo dimostra il lancio, avvenuto proprio in questi giorni, di Vampire Crawlers: The Turbo Wildcard from Vampire Survivors.
Si tratta di uno spin-off a base di carte che, nonostante le dimensioni della produzione non siano propriamente faraoniche, sta registrando numeri di tutto rispetto al lancio. Secondo le rilevazioni di Steamdb, il titolo ha toccato un picco massimo di oltre ventunomila giocatori contemporanei, posizionandosi ai vertici delle classifiche globali di vendita a fronte di un prezzo di accesso particolarmente accessibile. Questa è la prima tessera di un mosaico che Sapio ha descritto come triplice: da un lato gli spin-off diretti dell’universo di Vampire Survivors, dall’altro la creazione di nuove proprietà intellettuali completamente originali (ce ne sono almeno due in stato avanzato) e infine un filone dedicato a IP esterne e molto note, dove il gameplay del "survivor" viene innestato in mondi già ricchi di storia.
La scommessa italiana e giapponese: piccoli team per una grande federazione
E qui entra in gioco la scelta di aprire sedi in Giappone e Italia, una decisione che non è affatto casuale. Il mercato nipponico, si sa, predilige rapporti diretti e formalizzati con realtà locali: avere uno studio sul posto permetterà a Poncle di gestire contratti e collaborazioni con una marcia in più rispetto al passato, quando ci si affidava esclusivamente a contatti a distanza. Per quanto riguarda l’Italia, invece, la mossa sembra rispondere alla necessità di attingere a un bacino di talenti tecnici spesso sottovalutato dall’industria internazionale, oltre che a stringere legami con le realtà locali.
La filosofia che guiderà questi nuovi uffici, e che già guida la casa madre, è quella dei team ristretti. Parliamo di gruppi che variano dalle cinque alle quindici persone, strutture snelle dove i costi sono sotto controllo e dove il fallimento – se mai dovesse capitare – viene assorbito dal successo degli altri progetti. Sapio ha parlato apertamente di questo equilibrio, ammettendo che non tutti i quindici giochi in arrivo saranno dei colpi da novanta, ma che la varietà della pipeline garantirà una sorta di autoassicurazione creativa.
Il motore condiviso e la pausa strategica nel publishing
Uno degli aspetti più tecnici, e forse più interessanti, riguarda lo sviluppo del cosiddetto Vampire Survivors Engine. Poncle ha infatti realizzato un template, una sorta di "scatola di montaggio" che contiene la fisicità e la logica del loro successo, da prestare (o forse vendere) a studi considerati guardiani di IP complesse. È il caso di Warhammer 40.000, un universo talmente vasto e pieno di sottigliezze che lo stesso Poncle preferisce non toccare direttamente, lasciando ad altri l'onere di rispettarne la lore pur utilizzando la loro formula. Non si tratterà quindi di un semplice lavoro su commissione, quanto di una cessione di know-how tecnico.
In parallelo a questa fervente attività produttiva, arriva una notizia che potrebbe sembrare un passo indietro ma che in realtà è una scelta di campo netta: Poncle ha messo in pausa la propria attività di publishing per conto terzi. Dopo aver lanciato titoli come Kill The Brickman o il rocambolesco Berserk or Die, l’esperienza è stata archiviata come un "momento di apprendimento". La realtà dei fatti è che distribuire i giochi altrui ha distolto risorse preziose dalla mission principale, e la priorità oggi non è massimizzare il profitto immediato, ma costruire una struttura solida in grado di reggere l’urto di quindici cantieri aperti contemporaneamente.




