Il grido dei poveri guida la mia Chiesa, la lezione di papa Leone XIV nel nuovo libro “Liberi sotto la grazia”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Esce domani in libreria, per i tipi della Libreria editrice vaticana, “Liberi sotto la grazia. Alla scuola di Sant’Agostino di fronte alle sfide della storia”, il volume che raccoglie interventi e discorsi di Robert Francis Prevost – oggi papa Leone XIV, ma all’epoca priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino – offrendo al lettore una sorta di radiografia ante litteram del suo magistero. Il carisma agostiniano, scrive il pontefice in un estratto pubblicato in anteprima, “ci porta a riconoscere che la nostra opera di evangelizzazione diventa più efficace quando possiamo collaborare con la società e con le altre organizzazioni che esistono per contribuire al bene di tutti”. Una frase, questa, che già di per sé chiarisce l’impostazione di un pensiero ben lontano dalle derive autoreferenziali: è il grido dei poveri, non la difesa di una struttura, a tracciare la rotta. L’occasione per la pubblicazione, va ricordato, è il primo anniversario dell’elezione di Leone XIV, avvenuta ormai più di un anno fa, e il volume sarà presentato mercoledì 6 maggio alle 17 presso il Pontificio Istituto Patristico Augustinianum di Roma.

Un volume di oltre cinquecento pagine e una presentazione romana con i vertici vaticani

L’opera, promossa direttamente dall’Ordine di Sant’Agostino, conta 560 pagine e un prezzo di copertina di 26 euro. All’incontro di presentazione – che vedrà riuniti, tra gli altri, il segretario di Stato cardinale Pietro Parolin, l’attuale priore generale dell’Ordine padre Joseph Farrell (autore anche della prefazione), il prefetto del Dicastero per la Comunicazione Paolo Ruffini, la scrittrice Maria Grazia Calandrone e il direttore dei media vaticani Andrea Tornielli – si discuterà di quel che Prevost definiva, già nel 2010, come le “sfide attuali al carisma agostiniano”. Il titolo di un suo intervento di allora, “Fedeli al passato o fedeli al futuro?”, suona oggi quasi profetico, visto che Leone XIV non ha mai nascosto la volontà di rileggere la tradizione non come un museo ma come una radice viva. E proprio in quella tensione, mai risolta una volta per tutte, si colloca il nucleo più autentico del libro.

La diagnosi forgiata sui temi di Ratzinger e l’omelia inedita sulla conversione

Tra i materiali più densi del volume spicca un’omelia inedita, della quale pubblichiamo un estratto, dove Prevost scrive: «Convertirsi a Dio significa servire tutti». Una formula lapidaria che ribalta ogni riduzione intimistica della fede. Ma c’è un altro passaggio, di natura storico-teologica, che getta luce sulla formazione intellettuale dell’attuale pontefice. Nel settembre 2006, quando il terrorismo islamista dilagava in Europa e nel mondo, un frate agostiniano di Chicago, all’epoca quarantanovenne, prese la parola davanti ai Superiori maggiori del suo Ordine riuniti a Brno. Quel frate era Robert Francis Prevost, e non si sottrasse all’argomento che quasi nessuno voleva toccare. “Il punto centrale del discorso di Benedetto XVI – e in pochi lo hanno compreso – è che l’Occidente, se non recupera una visione di Dio, non può avviare un dialogo fecondo con le grandi culture del mondo che possiedono una convinzione religiosa profonda”. Una diagnosi, questa, che lega indissolubilmente la crisi dell’Europa alla sua amnesia metafisica.

Dalla cattedra di Agostino a quella di Pietro, senza soluzione di continuità

Non c’è, in queste pagine frammentarie ma coerenti, alcun tentativo di edificare una biografia agiografica. Prevost ragiona da priore, e lo fa con la schiettezza di chi non ha bisogno di attendere la porpora per dirsi lealmente critico verso un certo modo di intendere l’annuncio. Collaborare con la società, riconoscere il primato del grido dei poveri, servire come forma concreta della conversione: sono tutte tracce che ritroveremo, più mature e articolate, nei discorsi di papa Leone XIV. Il volume “Liberi sotto la grazia” rappresenta così non tanto un’anticipazione, quanto la radice nascosta di un pontificato che ha scelto di non disconoscere il proprio passato. Anzi, lo rilegge alla luce delle domande di oggi, quelle stesse domande che – come ricorda la prefazione di padre Farrell – non ammettono risposte preconfezionate. Domattina il libro sarà in libreria. Chi lo sfoglierà troverà un pensiero che non cerca consensi facili, ma interpella.

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