Terrore a Gaza, Medici Senza Frontiere: “Siamo tornati all’inizio della guerra”

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La tregua a Gaza, che aveva offerto un fragile respiro dopo settimane di violenze, è stata spezzata nella notte dai missili israeliani che hanno nuovamente colpito la Striscia, riaprendo ferite mai rimarginate e riaccendendo lo scontro tra Israele e Hamas. «Sembra di essere tornati all’inizio della guerra», ha dichiarato un operatore di Medici Senza Frontiere, descrivendo un scenario di distruzione e caos che ha già causato almeno 400 vittime, molte delle quali civili. Le parole del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non lasciano spazio a dubbi: «Questo è solo l’inizio», ha affermato durante un discorso televisivo, aggiungendo che i negoziati con Hamas «avverranno solo sotto il fuoco».

I raid aerei, ripresi con l’obiettivo di ottenere la liberazione degli ultimi ostaggi ancora nelle mani di Hamas, hanno trasformato la Striscia in un teatro di guerra dove il rumore delle esplosioni si mescola alle urla della popolazione. Le immagini che arrivano da Gaza mostrano edifici ridotti in macerie, strade desolate e ospedali al collasso, mentre gli operatori umanitari faticano a prestare soccorso in condizioni sempre più proibitive. L’ONU, attraverso un portavoce, ha espresso «orrore» per gli attacchi, definendoli un passo indietro nella ricerca di una soluzione pacifica.

Anche la comunità internazionale ha reagito con fermezza. I paesi arabi hanno condannato senza mezzi termini l’escalation israeliana, mentre il cardinale Claudio Gugerotti, Prefetto Vaticano delle Chiese Orientali, ha parlato di un ritorno alla «legge della giungla», sottolineando come la violenza stia annullando ogni tentativo di dialogo. Intanto, nella Striscia, la popolazione civile si trova nuovamente intrappolata in un conflitto che sembra non avere fine, costretta a vivere con il fiato sospeso tra un attacco e l’altro.

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