Auto elettriche in Europa: un futuro incerto
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Redazione Economia
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Carlos Tavares, il CEO di Stellantis, uno dei principali produttori di automobili in Europa, si trova al centro di una tempesta perfetta. Nonostante il suo stipendio astronomico di 37 milioni di euro all'anno, la sua gestione ha visto l'azienda perdere metà del suo valore in Borsa, riportandola ai livelli di tre anni fa. La causa principale di questo declino è l'elettrificazione, un virus che ha ucciso l'industria automobilistica europea. Le vendite di auto elettriche, infatti, non sono mai decollate come previsto, nonostante le stringenti normative dell'Unione Europea che hanno spinto i costruttori a investire pesantemente in questa tecnologia.
Durante l'estate, le vendite di auto elettriche in Europa hanno subito un crollo significativo, costringendo i costruttori a rivedere le loro strategie. Nel 2023, le vendite di auto in Europa sono state inferiori a 13 milioni, rispetto ai 16 milioni del 2019. Questo calo è particolarmente evidente se si considera che nel 2008 un terzo delle vetture prodotte nel mondo veniva venduto in Europa, mentre oggi siamo a un quinto. La produzione di auto in Europa è passata dal 33% del 2008 al 17% del 2023, mentre la Cina ha visto un aumento dal 4% al 32% nello stesso periodo.
In Italia, il mercato delle autovetture ha chiuso il mese di agosto con 69.121 nuove immatricolazioni, segnando un calo del 13,4% rispetto allo stesso periodo del 2023. La crescita cumulata nei primi otto mesi dell'anno è scesa al 3,8% rispetto al 2023, con un totale di 1.080.447 unità. La Fiat Panda continua a dominare le vendite con 3.326 vetture immatricolate ad agosto e 74.708 da gennaio ad agosto. Tuttavia, le auto elettriche hanno registrato un andamento deludente, con una quota del 3,7% ad agosto, rispetto al 5% dell'anno precedente, a cui si aggiunge il 3,5% delle plug-in hybrid.
L'industria automobilistica europea si trova quindi in una spirale pericolosa, con le vendite di auto elettriche che non raggiungono le aspettative e i costruttori che devono fare i conti con le normative stringenti dell'Unione Europea.




