Milano, focolaio di legionella in zona San Siro: un morto e otto ricoverati

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Salute Redazione Salute   -   Un sospetto focolaio di legionella, la cui origine è ancora oggetto di accertamenti da parte delle autorità sanitarie, ha colpito il quartiere di San Siro a Milano, causando un morto e otto ricoveri. L’Agenzia di Tutela della Salute della Città Metropolitana, che ha diramato una nota per illustrare la situazione, ha precisato come i casi segnalati siano in totale undici e come tutti i pazienti presentino «fattori di rischio predisponenti per l’infezione», una circostanza che, se da un lato delinea un quadro clinico complesso, dall’altro orienta le indagini epidemiologiche verso fonti di contaminazione specifiche. Le persone contagiate, le cui condizioni hanno reso necessario il ricovero ospedaliero per la maggior parte di loro, sono residenti in un’area circoscritta, concentrandosi in poco più di cinquecento metri tra via Rembrandt e altre strade adiacenti, un reticolo urbano dove si affollano palazzine di edilizia residenziale pubblica e strutture sanitarie private di eccellenza.

Le indagini in corso per individuare la fonte del contagio

Per identificare con precisione l’origine del contagio, che ha già registrato il suo primo, tragico esito, sono state immediatamente avviate le operazioni di campionamento all’interno degli appartamenti, i cui risultati di laboratorio non sono ancora pervenuti, e si sta procedendo alla valutazione di altri «luoghi sensibili del quartiere». L’ipotesi che sembra emergere dalle prime rilevazioni tecniche, sebbene sia necessaria una conferma ufficiale, è che il problema non interesserebbe al momento interi stabili ma, in maniera più frammentaria e selettiva, soltanto alcune singole abitazioni; i cui inquilini, stando a quanto si apprende, hanno iniziato a manifestare i sintomi dell’infezione in un arco temporale ravvicinato, fatto che ha immediatamente allertato i sanitari e ha portato alla dichiarazione del focolaio.

La mappa geografica dei casi e il precedente in città

La zona interessata dall’allarme batteriologico, che comprende via Capecelatro, via Tracia, via Preneste, via Martinetti e via Morgantini, si caratterizza per una fitta presenza di condomini, molti dei quali gestiti dall’ente pubblico per l’edilizia residenziale, e per la vicinanza a un importante istituto di ricovero e cura, il quale, tuttavia, non risulterebbe al momento coinvolto nelle indagini. Questo episodio, per la sua gravità e localizzazione, riporta alla memoria un altro caso di legionella che aveva interessato la città lo scorso luglio, quando un focolaio era stato identificato nella zona di Crescenzago, un precedente che sottolinea come il controllo della qualità dell’acqua e degli impianti di condizionamento rimanga una priorità assoluta per la sanità pubblica milanese.

Lo stato dei ricoverati e le azioni di contenimento

Degli undici casi complessivamente accertati, otto persone sono attualmente ricoverate in ospedale, dove vengono sottoposte alle necessarie terapie antibiotiche, mentre una, come già riferito, non ce l’ha fatta. Le azioni di contenimento e di monitoraggio ambientale, che proseguono senza sosta, rappresentano lo strumento principale per circoscrivere il fenomeno e prevenire ulteriori contagi, in un’operazione di tracciamento che coinvolge tecnici specializzati e il personale dell’Ats, il quale sta esaminando ogni potenziale serbatoio del batterio, dagli impianti idrici ai sistemi di aerazione, per interrompere la catena di trasmissione dell’infezione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.