L'orologio del Titanic venduto per un record: apparteneva a Isidor Straus

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un orologio da tasca, un Jules Jurgensen in oro 18 carati, è stato battuto all’asta per una cifra che ha superato ogni più rosea aspettativa, raggiungendo la somma di 1,78 milioni di sterline, equivalenti a oltre due milioni di euro. Ciò che lo rende un pezzo unico, al di là del suo intrinseco valore di gioielleria, è la storia di cui è intriso, una storia legata indissolubilmente a una delle più grandi tragedie marittime della storia. L’oggetto, infatti, apparteneva a Isidor Straus, il co-proprietario dei grandi magazzini Macy’s, che perse la vita insieme alla moglie Ida nel naufragio del Titanic, nelle gelide acque dell’Atlantico nella notte tra il 14 e il 15 aprile del 1912. Il Corpo di Isidor, recuperato dopo il disastro, aveva con sé quel cimelio, che fu poi restituito alla famiglia, la quale lo ha custodito per più di un secolo prima di deciderne la vendita.

Il ritrovamento e la provenienza

L’orologio, che reca un’incisione con il nome del proprietario, fu rinvenuto tra gli effetti personali di Straus dopo che la sua salma fu ripescata dall’oceano, in seguito a quelle operazioni di recupero che, seppur condotte in circostanze drammatiche, restituirono alle famiglie alcuni effetti di chi non fece più ritorno. La sua autenticità, certificata e inoppugnabile, ne ha fatto per anni uno dei reperti più significativi in mani private, un testimone muto ma potentissimo di un evento che continua a esercitare un fascino profondo. La casa d’aste Henry Aldridge and Son, con sede a Devizes, nel Wiltshire, nota per la sua specializzazione in cimeli del transatlantico, ne ha curato la vendita lo scorso 22 novembre, battendolo per una somma che lo colloca tra gli oggetti legati al Titanic più pagati di sempre.

Il mercato dei cimeli storici

La trattativa, che ha visto susseguirsi diverse offerte da parte di collezionisti internazionali, conferma il vigoroso andamento del mercato delle memorabilia legate a eventi storici di grande impatto, per i quali la domanda rimane costantemente alta. Non si tratta, del resto, della prima volta che un oggetto appartenuto a un passeggero del celebre naufragio viene aggiudicato per cifre milionarie; c’è chi ne possiede diversi, e chi è disposto a investire somme ingenti per entrare in possesso di un frammento così tangibile del passato. La cifra record, in questo caso, è stata spinta non solo dal valore materiale del pezzo, un orologio di un prestigioso orologiaio, ma soprattutto dal suo legame con una figura di spicco e con una vicenda umana che tocca ancora molte corde.

La storia dei coniugi Straus

Isidor Straus, uomo d’affari di successo e membro del Congresso, e sua moglie Ida sono ricordati, nelle cronache dell’epoca e nelle successive ricostruzioni, per il loro gesto estremo di affetto. Mentre a lei, in quanto donna, sarebbe stato concesso un posto su una scialuppa di salvataggio, ella rifiutò di imbarcarsi preferendo rimanere con il marito, condividendone il tragico destino. La loro storia, che va ben oltre la semplice cronaca nera per diventare un simbolo di devozione, conferisce all’orologio un’aura di sacralità laica, trasformandolo da semplice oggetto d’asta a reliquia di un amore e di una tragedia immortali. L’oggetto, dunque, non è solo un prezioso cimelio recuperato dagli abissi, ma il custode silenzioso di un’intera esistenza e di una scelta irrevocabile.

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