Il braccialetto elettronico: un deterrente, non un'armatura

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il braccialetto elettronico, nonostante sia tecnologicamente avanzato, non offre protezione. Più che altro, funge da deterrente per chi è sottoposto a questa misura. Questo è il punto di vista di un ingegnere delle telecomunicazioni dello staff di Luca Russo, che per dieci anni ha seguito la gestione dei braccialetti elettronici.

Il caso di Cerreto d’Esi, dove Concetta (Titti) Marruocco è stata uccisa da 39 coltellate da parte di Franco Panariello, il marito da cui si stava separando, ha riportato alla luce la questione. L'ingegnere ha seguito da vicino anche i femminicidi di Melania Rea, Rossella Goffo che lavorava ad Ancona per mano dell’amante ascolano Alvaro Binni, e del caso di Pamela Mastropietro.

Ruggero Benvenuto, l’avvocato di Franco Panariello, il killer di Titti Marruocco, ha riferito che il suo assistito è ancora sotto choc. Gli hanno voltato tutti le spalle al punto che l'avvocato stesso ha dovuto comprargli dei vestiti compatibili con il carcere e dovrà tornare nei prossimi giorni per portargli un farmaco salvavita che aveva prenotato in farmacia prima del delitto.

Lella Marruocco, la sorella maggiore di Concetta, ha rivelato che anche sua sorella aveva segnalato che a volte il loro dispositivo collegato al braccialetto elettronico non funzionava.

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