Cosmoprof, la guardia di finanza sequestra 212mila prodotti “non sicuri” e scopre 46 lavoratori in nero
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Redazione Economia
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L’edizione 2026 del Cosmoprof Worldwide, kermesse globale dedicata all’industria della bellezza che ha trasformato Bologna in una vetrina internazionale dal 26 al 29 marzo, si è chiusa con un bilancio che le Fiamme Gialle definiscono “da record”, seppur in accezione negativa per gli operatori poco trasparenti. I militari del nucleo operativo metropolitano, al termine di controlli serrati che hanno coinvolto i 3.100 espositori presenti (provenienti da 68 Paesi) e la marea di 255mila visitatori accorsi nel capoluogo emiliano, hanno messo a segno un maxi sequestro di prodotti cosmetici irregolari: 212.401, per l’esattezza, tra creme, trucchi, confezioni per la cura del Corpo e altri articoli di profumeria. Una cifra che, in termini di volumi, supera nettamente quella degli ultimi tre anni – basti pensare che nel 2025 erano stati circa 150mila, 180mila nel 2024 e appena 30mila l’anno prima ancora – e che testimonia l’efficacia di un’attività condotta “grazie all’incrocio dei dati tra le banche dati e i rilevamenti sul campo”, spiegano dalla Guardia di Finanza.
La merce non conforme e le sanzioni fino a 25mila euro
La merce sequestrata, secondo quanto accertato dagli inquirenti, è stata giudicata non sicura perché non rispondente alle prescrizioni del Codice del consumo; mancavano, in molti casi, informazioni obbligatorie sulle etichette, tracce di componenti vietate o, ancora, certificazioni necessarie per la commercializzazione all’interno dell’Unione europea. Per i responsabili – che potrebbero essere sia gli espositori diretti sia i titolari dei marchi distribuiti durante la fiera – sono ora previste sanzioni amministrative che partono da un minimo di 516 euro e possono arrivare a toccare i 25.823 euro. Un meccanismo punitivo che, nelle intenzioni della normativa, vuole colpire proprio chi immette sul mercato prodotti potenzialmente dannosi per la salute dei consumatori, spesso celati da confezioni accattivanti ma privi dei requisiti minimi di sicurezza.
Lavoratori in nero e violazioni fiscali tra gli stand
Non solo merce illegale, però. Durante la quattro giorni di fiera, le Fiamme Gialle hanno esteso il controllo anche al fronte del lavoro sommerso, individuando 46 dipendenti impiegati “in nero” – ovvero senza regolare contratto, contributi versati o tutele assicurative – all’interno di diversi stand. Un dato che, se letto in parallelo con le quasi cento violazioni fiscali accertate (tra omesse fatturazioni e mancate emissioni di scontrini), restituisce il ritratto di un settore, quello della cosmetica fieristica, dove l’opacità amministrativa sembra ancora diffusa. Gli stessi investigatori hanno sottolineato come l’operazione sia stata preparata da mesi con un lavoro di intelligence preventiva: “attività di analisi e incrocio delle banche dati”, spiegano ancora, che ha permesso di “colpire in modo mirato soggetti e obiettivi critici” senza disperdere energie in controlli a tappeto.
L’efficacia del modello investigativo della guardia di finanza
La mole di sequestri.401 prodotti tolti dal mercato proprio mentre venivano esposti a potenziali acquirenti internazionali – rappresenta un risultato tangibile di quel modello investigativo che unisce analisi preventiva e intervento sul campo. I militari, muovendosi tra i padiglioni della fiera, hanno potuto verificare in tempo reale la corrispondenza tra quanto dichiarato dai venditori e quanto effettivamente esposto, concentrando le verifiche sugli operatori già segnalati come “critici” dalle banche dati in uso alle Fiamme Gialle. È così emerso, per fare un esempio, che molte confezioni di trucchi e creme non riportavano il lotto di produzione o il numero di registrazione presso il ministero della Salute; in altri casi, i principi attivi indicati in etichetta non coincidevano con quelli rilevati dalle analisi sommarie condotte sul posto. Un lavoro certosino, insomma, che ha trasformato il Cosmoprof – da molti considerato la vetrina più importante al mondo per il settore beauty – anche in un banco di prova per la legalità, con esiti che le autorità giudiziarie valuteranno ora nei dettagli, procedendo alla notifica delle contestazioni per ciascuna delle violazioni rilevate.




