Bologna, il nuovo stadio spacca i civici: Prospettiva Comune attacca, i tifosi dicono sì

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'area della Fiera di Bologna, a ridosso del casello autostradale, è tornata al centro del dibattito cittadino. Sabato mattina, al cinema Perla di via San Donato, si è tenuto il primo evento pubblico di Prospettiva Comune, la nuova realtà civica guidata dal docente di Chimica dell'Alma Mater Luca Prodi, nipote dell'ex premier Romano, e dall'ex consigliere comunale del Pd Andrea De Pasquale.

Il tema scelto per il debutto è stato il nuovo stadio del Bologna, un progetto da circa 300 milioni di euro che Ente Fiere e Bologna Fc si preparano a presentare alla Figc entro il 30 settembre per candidare l'impianto come sede degli Europei 2032.

Il nodo dei finanziamenti e il dossier per la Figc

Il faldone che i proponenti invieranno alla Federazione dovrà contenere un piano finanziario completo, ma la cifra esatta del costo finale non è ancora stata definita. L'idea di massima parla di circa 300 milioni. Al momento sul tavolo ci sono i 50 milioni messi a disposizione dal presidente rossoblù Joey Saputo e una somma analoga da parte di BolognaFiere, guidata da Gianpiero Calzolari.

A questi capitali potrebbero aggiungersi altri investitori privati del territorio, mentre dal Governo sono attesi tra i 25 e i 30 milioni per i progetti legati alla rassegna continentale. Il resto dovrebbe arrivare attraverso il Credito Sportivo e il sistema bancario. La vera partita, come sottolineato durante l'incontro, si gioca proprio sulla ricerca delle coperture economiche mancanti, un aspetto che per ora catalizza l'attenzione dei proponenti più del confronto urbanistico con il Comune.

Le critiche di Prospettiva Comune e il nodo Passante

Prospettiva Comune ha scelto di aprire il proprio percorso politico con un incontro dal titolo "Stadio e dintorni: la parola alla città", riunendo urbanisti, economisti, architetti e geografi per analizzare le ricadute dell'operazione sull'area fieristica e sulla viabilità. De Pasquale ha attaccato il metodo con cui è stata portata avanti l'iniziativa, sostenendo che i cittadini siano stati ancora una volta scavalcati e che il dibattito pubblico sia assente.

Il punto più delicato riguarda il Passante di Bologna: secondo l'ex esponente dem, l'accordo già siglato con Autostrade rischia di saltare perché il progetto non terrebbe conto dei nuovi flussi di traffico generati da uno stadio in quella posizione.

L'urbanista Alessandro Delpiano, per circa vent'anni direttore dell'Area Pianificazione Territoriale della Città Metropolitana, ha ricostruito la storia di quell'area, ricordando come nel piano regolatore del 1985 fosse destinata a verde territoriale e come solo nel 2024 l'amministrazione Lepore abbia deciso di consentirne l'urbanizzazione per l'espansione della Fiera.

Delpiano si è chiesto se la zona, già gravata dagli impatti delle fiere e dal futuro palasport della Virtus, possa sopportare un ulteriore carico, concludendo che allo stato attuale non è possibile saperlo.

I tifosi e la copertura che manca da decenni

Mentre il fronte civico solleva dubbi sul consumo di suolo e sulla tenuta delle infrastrutture, i sostenitori del Bologna sembrano orientati diversamente. Un sondaggio realizzato da "1.000 cuori rossoblù" su 1.600 tifosi ha rilevato che il 55% si dichiara favorevole al trasferimento in Fiera, con il 35,5% fortemente a favore e il 19,5% tendenzialmente a favore, mentre il 39,6% si dice contrario. Il dato che emerge dalle consultazioni è legato soprattutto alla copertura prevista per il nuovo impianto: un tifoso del Centro Bologna club, che sta consultando circa 1.500 associati, ha spiegato che il Dall'Ara resta una seconda casa ma che dopo decenni di partite sotto la pioggia la prospettiva di un tetto sulla testa esercita un'attrazione difficilmente ignorabile. La questione della copertura, con l'ipotesi di un impianto totalmente chiuso, è uno dei temi tecnici che incidono maggiormente sulla stima finale dei costi, insieme alla possibile adozione di un prato retrattile per consentire l'utilizzo fieristico della struttura nei giorni senza partite.

Il quadro politico verso le Comunali

L'evento al cinema Perla è servito a Prospettiva Comune anche per tracciare la propria rotta in vista delle elezioni comunali del 2027. Luca Prodi, nel suo intervento, ha indicato tra le priorità del movimento il contrasto al costo dell'abitare e gli effetti del cambiamento climatico, spiegando che le risorse per affrontarli potrebbero arrivare dagli utili delle società partecipate.

Sul fronte della coalizione, l'ex assessore regionale Mauro Felicori ha manifestato una posizione favorevole al nuovo stadio, citando però il caso dello stadio Highbury dell'Arsenal, trasformato in un complesso residenziale con un parco al posto del campo. Prodi ha chiarito che il dialogo con le altre realtà civiche è avviato e che la scelta del candidato sindaco non sarà calata dall'alto, ma condivisa con gli alleati: "Mai a destra, ma non ci ritroviamo in questo Pd".

In platea erano presenti esponenti di diverse liste, da Marco Mastacchi di Rete Civica a Daniele Labriola di Bologna Respira, fino a Giovanni Favia di Uniti per Bologna, che ha annunciato la presentazione del proprio programma per il 12 novembre.

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