Spezia, l’avventura di Donadoni si chiude dopo quattro mesi e mezzo. D’Angelo richiamato per la salvezza

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La settimana che doveva essere di riflessione si è conclusa con un epilogo già scritto nelle pieghe di una classifica che continua a pesare come un macigno. In casa Spezia, le voci di un possibile ribaltone si sono susseguite incessanti fino all’annuncio ufficiale: Roberto Donadoni non è più l’allenatore della prima squadra. Il tecnico bergamasco, arrivato con l’obiettivo di raddrizzare una stagione che si era complicata, lascia dopo una gestione contraddistinta da risultati altalenanti e, nelle ultime uscite, da un rendimento che ha spinto la proprietà americana a intervenire. Il faccia a faccia decisivo con il presidente Charlie Stillitano – rientrato in Italia nei giorni scorsi proprio per seguire da vicino l’evolversi della situazione – e con il proprietario Thomas Roberts ha sancito quella che la società ha voluto definire, attraverso una nota ufficiale, una “decisione pienamente condivisa”, una separazione consensuale maturata al termine di un incontro “onesto e costruttivo”. Nella nota, il club ha tenuto a sottolineare il rapporto di reciproca stima che va oltre gli aspetti meramente sportivi, ringraziando l’ex ct e il suo staff per la professionalità dimostrata nel periodo trascorso nel Golfo dei Poeti.

La parabola di Donadoni sulla panchina ligure si conclude quindi dopo quattro mesi e mezzo di lavoro, un periodo breve ma sufficiente per tracciare un bilancio sportivo complesso. Subentrato a novembre, quando il club scelse di esonerare proprio Luca D’Angelo, l’allenatore ex Napoli ha raccolto ventitré punti in ventuno partite, un bottino che non ha mai allontanato la squadra dalle zone calde della classifica. Il momento che ha reso inevitabile la svolta è stata la sconfitta per 3-1 contro la Juve Stabia, la decima sotto la sua gestione in ventidue gare totali, un risultato che ha lasciato gli aquilotti al penultimo posto in classifica, con un solo punto conquistato nelle ultime tre giornate e un distacco di quattro lunghezze dalla zona salvezza diretta quando mancano ormai solo sei giornate al termine del campionato. Proprio l’esito di quella sfida ha accelerato i tempi: nonostante inizialmente si fosse pensato a una conferma nell’immediato post-partita, le valutazioni successive hanno portato Stillitano e Roberts a cambiare rotta, decidendo per un nuovo cambio di guida tecnica nel tentativo estremo di scongiurare il pericolo di una retrocessione che si fa sempre più concreto.

Il ritorno dell’“Omone”: D’Angelo richiamato per la seconda volta

Con l’addio di Donadoni formalizzato, l’attenzione si è spostata immediatamente sul suo successore, un profilo ben noto all’ambiente spezzino. Si tratta di Luca D’Angelo, il tecnico pescarese che proprio a novembre aveva lasciato la panchina per far posto a Donadoni e che ora viene richiamato per tentare una rimonta salvezza. Per D’Angelo, che nel corso della sua precedente esperienza in riva al Golfo era riuscito a portare la squadra a un passo dalla Serie A perdendo la finale playoff, si tratta di un autentico ritorno alle origini, con l’obiettivo stavolta molto diverso: evitare il tracollo in Serie C. Il club, anticipando gli sviluppi, lo aveva già preallertato nei giorni precedenti al faccia a faccia tra Donadoni e la dirigenza, valutando attentamente tutte le opzioni prima di compiere il passo decisivo. La scelta di riaffidarsi a D’Angelo, arrivata dopo un serrato confronto interno, rappresenta per la proprietà americana la volontà di puntare su una conoscenza profonda dell’ambiente e della rosa, nella speranza che il tecnico sappia ripetere l’impresa di risollevare una situazione difficile come già accaduto in passato.

L’intreccio di mercato che ha coinvolto anche la Sampdoria nelle ultime ore non ha però influenzato la decisione finale: se da un lato il club blucerchiato aveva messo sul piatto un’offerta più che convincente – si parlava di un contratto biennale per convincere l’allenatore a cambiare sponda –, dall’altro lo Spezia ha fatto valere la priorità del legame già esistente, assicurandosi il ritorno del tecnico per la volata finale. La scelta di D’Angelo, peraltro, presenta anche un vantaggio di natura gestionale: il tecnico pescarese risulta ancora sotto contratto con il club ligure, un aspetto che ha reso l’operazione più snella rispetto a un eventuale nuovo innesto esterno.

I numeri di una crisi profonda e le sfide di un finale di stagione decisivo

I numeri parlano chiaro e raccontano meglio di qualsiasi analisi la situazione di difficoltà in cui versa lo Spezia a sei giornate dal termine. Il pareggio agrodolce con la Juve Stabia è stato solo l’ultimo atto di un trend negativo che si trascina da settimane: un solo punto racimolato nelle ultime tre uscite e un attacco tra i più sterili del campionato nel nuovo anno, con sole tre reti segnate nei primi mesi del 2026. La società, che a gennaio aveva operato un mercato di riparazione so con ben quindici acquisti, aveva cercato di fornire a Donadoni gli strumenti per risalire, ma il rendimento non è mai decollato, lasciando la squadra costantemente in bilico tra la zona playout e l’ultimo posto. Ad aggravare il quadro, il peso psicologico di una contestazione che si era già manifestata apertamente dopo il ko con il Frosinone, un clima di tensione che non ha mai trovato la necessaria controffensiva sul campo.

Per Luca D’Angelo, che avrà il compito di guidare gli aquilotti in queste ultime sei partite, si tratta di una sfida quasi senza margine di errore. L’obiettivo immediato sarà quello di recuperare il distacco di quattro punti dalla zona salvezza diretta, con un calendario che propone già nei prossimi turni scontri diretti di capitale importanza, a partire dalla trasferta contro la Carrarese e dal successivo match casalingo con il Mantova. Il tecnico pescarese ritrova un gruppo che conosce bene, avendolo guidato nella prima parte di stagione, e dovrà cercare di trasmettere quella continuità e quella solidità che sono mancate finora. La decisione della proprietà, arrivata dopo settimane di incertezze, rappresenta l’estrema mossa per cercare di invertire una rotta che sembrava ormai inesorabilmente orientata verso la retrocessione diretta.

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