Polemiche e proteste segnano la commemorazione della strage di Acca Larentia
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Redazione Interno
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La commemorazione della strage di Acca Larentia, uno degli eventi più tragici degli anni di piombo a Roma, è stata segnata da polemiche e proteste. La giornata, iniziata con l'intento di una commemorazione bipartisan, è finita tra le polemiche a causa dell'iniziativa di alcuni militanti di destra.
Saluti romani e polemiche
Durante la commemorazione, alcuni militanti di destra hanno reso omaggio ai tre militanti del Fronte della Gioventù - Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni - uccisi a Roma il 7 gennaio 1978 davanti alla sede del Msi, con saluti fascisti e grida di "Presente!". Questo gesto ha suscitato l'indignazione delle opposizioni, che hanno espresso la loro preoccupazione attraverso i social media.
Reazioni politiche
La segretaria Pd Elly Schlein ha espresso la sua preoccupazione su Facebook, scrivendo: "Roma, 7 gennaio 2024 e sembra il 1924. Presenteremo un'interrogazione al ministro Piantedosi, quel che è accaduto non è accettabile. Le organizzazioni neofasciste vanno sciolte, come dice la Costituzione". Queste parole sottolineano la tensione politica che circonda l'evento.
Acca Larentia: un po' di storia
Acca Larentia è un'antica divinità dell'Antica Roma. Il termine "Acca" ha origini sconosciute, ma in greco significa "donna ridicola" e in sanscrito significa "madre". Acca Larenzia potrebbe essere identificata con la Mater Larum o "Madre dei Lari", ovvero Romolo e Remo che vennero in seguito celebrati come Lari di Roma. La strage di Acca Larentia è un evento tragico che ha segnato la storia di Roma e continua a suscitare dibattito e polemiche.




