Trump vuole "ripulire" Gaza, "I palestinesi in Giordania"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Donald Trump, sprezzante verso le regole essenziali della politica internazionale, ha offerto il suo "rivoluzionario" piano per la Striscia di Gaza parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One. L'idea di spostare in Egitto e in Giordania un milione e mezzo di palestinesi di Gaza, se non fosse che a proporla è Trump, sarebbe poco più di una boutade. Tuttavia, il presidente americano, da quando è tornato alla Casa Bianca, sta lanciando messaggi precisi all'estrema destra messianica israeliana, infuriata per i recenti sviluppi nella regione.

Trump ha raccontato di aver parlato con il re di Giordania Abdullah, esprimendo la volontà di coinvolgerlo maggiormente nella questione, definendo la Striscia di Gaza un "vero disastro". Ha inoltre manifestato l'intenzione di discutere la sua idea con il presidente egiziano al-Sisi. Tuttavia, a stretto giro, sono arrivati i "no" del Cairo e di Amman, oltre a quelli più scontati di Hamas e dell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp).

La proposta di Trump, che prevede di "ripulire" Gaza spostando i palestinesi in Egitto e Giordania per poi ricostruire la Striscia, ha suscitato reazioni negative da parte dei paesi arabi coinvolti. Durante i 20 minuti di botta e risposta con i cronisti a bordo dell'Air Force One, Trump ha raccontato di aver parlato con il re Abdullah e di voler discutere la sua idea con al-Sisi. Tuttavia, le risposte contrarie da parte degli interlocutori arabi non si sono fatte attendere.

La proposta di Trump, sebbene irrealizzabile nei fatti e inaccettabile politicamente, rappresenta un ulteriore tentativo del presidente americano di influenzare la politica mediorientale a favore dell'estrema destra israeliana.

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