Roberto Guerrino, il precedente del 2023 riemerge dopo l’omicidio di via Oxilia
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Redazione Interno
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Roberto Guerrino è stato trovato morto nel suo appartamento di via Nino Oxilia, a Milano, e nelle indagini sull’omicidio è tornato a emergere un episodio avvenuto tre anni prima nella stessa abitazione. Il delitto si è consumato nel bilocale al quarto piano del condominio che già nel marzo del 2023 era stato teatro di una vicenda violenta ai danni dell’interprete. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima avrebbe aperto la porta venerdì sera a un uomo conosciuto tramite un’app di incontri. L’incontro si sarebbe concluso con un’aggressione mortale e con il ritrovamento del corpo nella sala dell’appartamento, dove il cranio dell’uomo è stato fracassato con ogni probabilità utilizzando una statuetta di Buddha trovata insanguinata sul pavimento.
Le indagini si stanno concentrando sulle app di incontri e sulle conversazioni che potrebbero aiutare a ricostruire le ultime ore di Roberto Pietro Guerrino. Gli investigatori stanno analizzando il contesto nel quale sarebbe maturato l’incontro terminato con l’omicidio. La violenza dell’aggressione viene descritta come spropositata e l’attenzione si concentra anche sugli elementi rinvenuti nell’abitazione, tra cui sangue e tracce biologiche. Nello stesso appartamento, dove Guerrino viveva e riceveva i suoi ospiti, si era già verificato un episodio che oggi viene riesaminato per comprendere meglio il possibile scenario nel quale si è sviluppato il delitto.
Il precedente del marzo 2023 nella stessa abitazione
Nel marzo del 2023 uno degli incontri organizzati da Roberto Guerrino aveva preso una piega molto diversa da quella attesa. Un giovane egiziano, allora venticinquenne, era entrato in contatto con lui attraverso un’app di incontri. Secondo quanto riportato, quell’uomo lo aveva aggredito e minacciato in due occasioni successive dopo un appuntamento intimo. La vicenda era sfociata anche in richieste di denaro e in un’estorsione denunciata dalla vittima. Si tratta di un episodio che gli investigatori considerano quasi certamente slegato dall’omicidio avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, ma che viene comunque osservato con attenzione perché mostra dinamiche simili nella fase iniziale del contatto.
La coincidenza tra luogo, modalità di conoscenza e contesto dell’incontro ha riportato quel fatto all’interno del quadro investigativo. Gli inquirenti non ritengono che il precedente rappresenti necessariamente la chiave per spiegare quanto accaduto oggi, ma lo considerano un elemento utile per comprendere le circostanze nelle quali Guerrino era entrato in relazione con persone conosciute online. L’episodio del 2023 viene quindi letto come un precedente inquietante soprattutto perché avvenuto nella stessa casa che è diventata teatro dell’omicidio. La differenza principale resta però nell’esito: allora l’interprete era riuscito a denunciare quanto accaduto, mentre questa volta l’incontro si è concluso con la sua morte.
Le verifiche sulle chat e gli elementi raccolti dagli investigatori
Gli accertamenti puntano ora a ricostruire con precisione le ultime comunicazioni della vittima. Le chat delle app di incontri rappresentano uno dei principali strumenti per identificare la persona che avrebbe incontrato Guerrino nelle ore precedenti al delitto. L’ipotesi seguita dagli investigatori è che l’uomo fosse entrato nell’appartamento con il consenso della vittima, circostanza che renderebbe ancora più importante l’analisi dei messaggi e dei contatti digitali. Gli oggetti rinvenuti nella casa, compresa la statuetta di Buddha indicata come possibile arma del delitto, costituiscono un ulteriore tassello dell’indagine.
Roberto Pietro Guerrino era un interprete che nel corso della sua carriera aveva lavorato anche per personalità di rilievo internazionale come Carlo d’Inghilterra e Bill Clinton. La sua morte ha aperto un’indagine complessa che unisce elementi materiali raccolti nell’abitazione e verifiche sul mondo delle conoscenze maturate attraverso le piattaforme online. Mentre vengono analizzate le tracce presenti sulla scena e gli eventuali oggetti di valore mancanti, il precedente del 2023 continua a rappresentare uno degli aspetti che gli investigatori stanno riesaminando per delineare il contesto nel quale potrebbe essere maturato l’omicidio di via Oxilia.




