Lancia, esordio in chiaroscuro a Montecarlo con la nuova Ypsilon
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Redazione Sport
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Nel turbine di neve, asfalto bagnato e ghiaccio che ha contraddistinto il Rally di Montecarlo 2026, una delle narrazioni più attese è stata quella del ritorno in veste ufficiale di Lancia nel Mondiale Rally, a distanza di trentaquattro anni dall'ultima apparizione. Sotto la regia del direttore Lancia Corse Hf, Eugenio Franzetti, e con il benestare di un pilota leggendario come Miki Biasion – impegnato nell'organizzazione del suo evento Racing Meeting – le due Ypsilon Rally2 Hf Integrale hanno calcato le strade più iconiche del rallying mondiale, dimostrando, in un contesto estremo, un potenziale latente che le prove speciali hanno solo in parte confermato. L'evento, celebre per la sua imprevedibilità e per le condizioni proibitive che impone a uomini e macchine, si è rivelato infatti un banco di prova severo, capace di mettere a nudo qualsiasi debolezza ma anche di esaltare i pregi strutturali di una vettura appena tornata alla ribalta.
Un successo oltre la classifica
Il giudizio sull'esordio, tuttavia, non può essere racchiuso nei soli numeri della classificifica finale, poiché il valore di una presenza così carica di significato storico trascende il puro risultato sportivo immediato. La corsa, caratterizzata da fondi mutevoli e da un costante rischio di errori, ha permesso alla scuderia di raccogliere dati preziosissimi, lavorando sul campo con equipaggi di alto profilo. Uno di questi, quello guidato da Rossel, ha saputo reagire a un avvio non ottimale, conquistando addirittura la vittoria nella classifica del Super Sunday e imponendosi in tutte le prove della giornata conclusiva: un segnale di competitività che sottolinea la bontà del progetto tecnico. Diversa, ma ugualmente significativa, la prova di Gryazin, il quale ha lottato per la vittoria nella categoria WRC2 fino alla dodicesima prova speciale, per poi concludere in sesta posizione in una delle edizioni più dure degli ultimi tempi.
La sorpresa Solberg e l'equilibrio del mondiale
Sullo sfondo del ritorno della casa dell'fulmine e quadrifoglio, il rally ha visto anche l'affermazione di una nuova stella, capace di oscurare i favoriti della vigilia. Oliver Solberg, al volante della Toyota, ha dominato l'evento battendo compagni di squadra del calibro di Elfyn Evans e, soprattutto, il “re di Montecarlo” Sébastien Ogier, relegato al terzo gradino del podio. Una performance di assoluto rilievo, che ha immediatamente sollevato interrogativi sul futuro equilibrio delle forze in campo e che ha spinto il team principal Jari-Matti Latvala a esprimere un giudizio netto, paragonando il giovane talento a Kalle Rovanperä. Un paragone audace, che aggiunge ulteriore fascino a una stagione appena iniziata sotto i migliori auspici di spettacolo e imprevedibilità.
La strada da percorrere
Per la Lancia, il cammino è appena iniziato e il percorso di sviluppo della Ypsilon Rally2, che sulle tortuose strade alpine ha mostrato lampi di velocità pur scontando l'inevitabile rodaggio di un programma neofita, sarà lungo. Le sfide tecniche e competitive sono molte, in un campionato che si annuncia subito molto aggressivo. L'impressione generale, però, è che il ritorno sia stato più di una mera operazione di immagine: la vettura ha dimostrato di possedere le carte in regola per competere, mentre la squadra ha gestito pressioni e imprevisti con pragmatismo. Resta ora da consolidare questa base, trasformando il potenziale in risultati costanti, in un mondiale che, dopo questo esordio, sembra avere nuovi protagonisti pronti a scrivere la propria storia.




