Addio al maestro Vessicchio, la musica italiana perde un suo pilastro

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Le parole di sua figlia, risuonate ieri nel silenzio carico di dolore della Chiesa degli Angeli Custodi a Roma, hanno tracciato un ritratto che va ben al di là dei meriti artistici. "Non era solo nostro, era di tutti", ha affermato, descrivendo una personalità che, prima di incarnare il ruolo di direttore d'orchestra, si distingueva per una rara capacità di ascolto e per un'inclinazione spontanea verso la gentilezza. Quel carattere, che molti hanno avuto modo di conoscere nei retroscena dei teatri e delle sale di registrazione, emergeva in ogni aneddoto condiviso da chi, nel corso degli anni, aveva incrociato la sua strada. Le stesse parole, come ha sottolineato la figlia, non nascono oggi dalla retorica del commiato ma riecheggiano le considerazioni che già gli venivano riservate quando era in vita, a testimonianza di un'affetto genuino e di una stima profondamente radicata.

I ricordi dei colleghi d'arte

Tra la folla accorsa per l'ultimo saluto, molti erano i volti noti dello spettacolo che hanno voluto onorare la memoria di una figura così centrale. Valerio Scanu, che con il maestro aveva condiviso non solo la vittoria al Festival di Sanremo ma un percorso artistico fin dagli esordi, ha confessato il proprio smarrimento. "Siamo scioccati. Non era con me al Sanremo che ho vinto, era con me a tutti i Festival", ha dichiarato il cantante, evidenziando come il loro legame professionale e umano travalicasse il singolo evento trionfale per abbracciare una continuità fatta di collaborazione e presenza costante. Un sentimento di perdita improvvisa e profonda, che unisce colleghi e amici in un ricordo collettivo.

Un frammento di storia in un video inedito

A dare ulteriore spessore alla figura poliedrica di Vessicchio giunge un video, finora inedito, girato nel settembre del 2017 all'interno della fabbrica di fisarmoniche Dallapé a Stradella. Le immagini lo ritraggono mentre, con la consueta energia, dirige i suoi Solisti del sesto armonico in un luogo simbolo della tradizione musicale artigianale italiana. Quella sessione non era un episodio isolato: nella primavera dello stesso anno, infatti, il maestro si era recato in Oltrepò per collaborare con un'azienda agricola, sviluppando un progetto di ricerca che esplorava gli effetti della musica armonico-naturale sul processo di maturazione del vino.

L'omaggio commosso di Fiorella Mannoia

Anche Fiorella Mannoia, reduce da numerose apparizioni sul palco dell'Ariston al suo fianco, ha voluto esprimere il proprio cordoglio. Al termine della funzione, visibilmente commossa, ha ammesso la difficoltà di trovare le parole adatte in un momento di tale solennità. "Mi mette in imbarazzo perché siamo di fronte a una chiesa dove si è appena svolto un funerale, uno non sa mai che dire, il rischio è che tutto diventi scontato", ha dichiarato, per poi concentrarsi sull'essenza del ricordo: "Solo ricordi positivi". Una dichiarazione semplice e diretta, che racchiude il segno lasciato da un uomo la cui eredità non è fatta solo di note, ma di incontri e condivisioni.

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