Il tennis italiano e gli strascichi di Melbourne: Sinner cerca risposte nel deserto, tra una gestione dello staff programmata e l’obiettivo Parigi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il mese di febbraio volge al termine e, con l’attenzione del mondo sportivo momentarily catturata dalla corsa verso i Giochi Olimpici di Milano Cortina, il circuito maggiore si prepara a riaccendere i riflettori su se stesso. L’appuntamento è con il Sunshine Double, la doppia sfida sui cementi americani di Indian Wells e Miami, due tappe cruciali del calendario che valgono un patrimonio in termini di punti e di prestigio. Nel vivo di questa vigilia si inseriscono le analisi di chi il tennis lo osserva da vicino, come quelle condivise negli studi di Tennismania, programma in onda su OA Sport. Si discute, inevitabilmente, dello stato di forma di Jannik Sinner, numero due del mondo alle prese con un avvio di stagione che definire al di sotto delle rosee aspettative iniziali è un eufemismo.

Le voci degli esperti e il peso di Doha

Le voci che giungono dalla trasmissione non cercano facili allarmismi, ma fotografano una realtà fatta di dettagli e di percezioni. Si parla, ad esempio, di contraccolpi psicologici lasciati dalla sconfitta patita al quinto set contro Novak Djokovic in quella semifinale australiana che avrebbe potuto riscrivire le gerarchie iniziali dell’anno. Un ko che, a detta di alcuni, potrebbe aver influito più del previsto, configurandosi non come un vero e proprio infortunio tecnico-tattico, ma come un normale — seppur fisiologico — periodo di flessione. Si aggiunge poi un altro tassello a comporre il quadro di questi primi due mesi: l’impressione, raccolta nell’ambiente, che nell’esibizione che lo ha visto opposto a Carlos Alcaraz prima dello Slam, così come nel match contro il serbo e persino nel recente impegno a Doha contro Jakub Mensik, il livello espresso dall’altoatesino si sia attestato su un non abituale settanta per cento delle sue reali possibilità. Una condizione, quella vissuta in Qatar, che lo stesso diretto interessato ha voluto subito ridimensionare, parlando apertamente di assenza di drammi dopo l’eliminazione nei quarti di finale dell’ATP 500 contro il giovane ceco.

Una preparazione a ranghi ridotti: il piano per il Roland Garros

Proprio in queste ore, mentre il resto d’Europa tira un sospiro di sollievo per la fine dell’inverno, Sinner ha già messo piede in California. La scelta è stata netta e significativa: niente rientro a Montecarlo o in Italia, ma volo diretto verso la base operativa di Indian Wells per iniziare al meglio la preparazione in vista del primo Masters 1000 stagionale. Una partenza immediata, quasi a voler simbolicamente voltare pagina e cancellare la sconfitta con Mensik. Per questa prima trasferta americana, il team dell’azzurro si presenterà con una conformazione inedita: al suo fianco, in quel di Indian Wells, ci sarà esclusivamente Darren Cahill. Simone Vagnozzi, l’altro tecnico che compone la sua cinta d’allenatori, rientrerà solo successivamente, in tempo utile per il secondo appuntamento del Sunshine Double, quel Masters 1000 di Miami che nel 2024 aveva regalato a Jannik la gioia del trionfo e la conseguente scalata al numero due del mondo. Questa gestione, lungi dall’essere casuale, è parte di un disegno più ampio che guarda lontano, con un obiettivo dichiarato stampato in rosso sul calendario: conquistare il Roland Garros.

La rincorsa al numero uno e il fattore classifica

La testa, però, è già proiettata al lavoro nei prossimi giorni. Come spesso accade in questi casi, la ripetizione degli schemi e il ritrovamento delle sensazioni migliori passano attraverso le ore passate in palestra e sul campo. E lo scenario dei prossimi mesi offre a Sinner una ghiotta occasione per scalare posizioni in classifica, approfittando di un calendario che, fino agli Internazionali d’Italia, non prevede punti particolarmente pesanti da difendere. Questo significa che ogni vittoria ottenuta a Indian Wells, a Miami e poi nei successivi tornei sul rosso, compresi Montecarlo e Madrid, rappresenterebbe un bottino netto, una chance concreta per colmare il divario che lo separa da Carlos Alcaraz in vetta al ranking. Un’opportunità che passa necessariamente attraverso il superamento di questo momento di appannamento, un passaggio che Sinner stesso ha definito come “piccolo momento di crisi”, ma dal quale è determinato a uscire.

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