Riccardo Minghetti, l'ultimo saluto nella basilica all'Eur dopo la tragedia di Crans-Montana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Roma si stringe attorno alla famiglia di Riccardo Minghetti, il ragazzo diciassettenne morto nel devastante incendio avvenuto in una struttura ricettiva a Crans-Montana, in Svizzera, mentre si trovava in vacanza con gli amici. Il cordoglio, che ha attraversato i confini nazionali, trova oggi, mercoledì 7 gennaio, il suo momento più intenso e doloroso nella celebrazione dei funerali, fissati per le undici nella basilica dei Santi Pietro e Paolo, nel quartiere dell'Eur. Un evento tragico, che ha lasciato un segno profondo non solo nella cerchia degli affetti più stretti, ma anche in coloro che, nel corso della sua vita, ne hanno incrociato il percorso e ne conservano un ricordo indelebile.

La memoria di chi lo ha visto crescere: il ricordo del maestro di nuoto

Tra le voci che si sono levate per ricordarlo, spicca quella di Ruggero, suo maestro di nuoto alla piscina Ferratella, il quale, parlando con l’Adnkronos, ha dipinto il ritratto di un adolescente dalle sfaccettature complesse e sincere. “Quello che è successo è una sciagura immane”, ha esordito, tratteggiando con poche parole la percezione di una perdita incommensurabile. Conoscendolo da quando il ragazzo aveva appena sette anni, il maestro lo descrive come “una persona dolce e sensibile”, pur non nascondendo quella vivacità tipica dell’età, a volte in contrasto con le esigenze di concentrazione richieste durante le lezioni. Un ricordo che, nel suo realismo affettuoso, restituisce l’immagine di una personalità genuina, cogliendone la delicatezza d’animo senza edulcorarne la spontaneità, a volte esuberante, che lo caratterizzava.

La scuola si ferma: lezioni sospese e un minuto di raccoglimento nazionale

La sua scuola, il liceo scientifico Stanislao Cannizzaro di Roma, ha deciso di sospendere le lezioni alle 10.10 di questa mattina per permettere a studenti e professori di partecipare alla cerimonia funebre. La preside Giuseppa Tomao ha formalizzato la decisione con una circolare, istituendo anche, all’interno dell’istituto, un minuto di silenzio in memoria di Riccardo. Una pausa di raccoglimento che, tuttavia, non riguarderà soltanto il Cannizzaro: il ministero dell’Istruzione ha infatti esteso l’invito a tutte le scuole italiane, chiedendo che oggi venga osservato un analogo momento di silenzio in ricordo di tutte le vittime dell’incendio di Crans-Montana. La circolare ministeriale sottolinea come questo gesto rappresenti “un momento di condivisione del dolore delle famiglie colpite” e un’occasione per riflettere, all’interno di ogni istituto, “sui valori della vita e della responsabilità civile”.

I gesti spontanei degli amici e il dolore di una città

Nel frattempo, attorno alla basilica che ospiterà le esequie, si raccoglie un sentimento di partecipazione commossa. La bara di Riccardo è stata accompagnata dalla madre, in una processione carica di un dolore privato divenuto, suo malgrado, pubblico. Gli amici, compagni di viaggio in quella vacanza finita in tragedia, hanno voluto esprimere il loro affetto con gesti semplici e diretti, come un cartello con le foto dei ragazzi accompagnato dalla scritta «Vivi in tutti noi». Un messaggio che, al di là delle parole, racchiude la promessa di una memoria collettiva, destinata a preservare il ricordo di chi non c’è più. Mentre le indagini sulle precise dinamiche dell’incendio proseguono, alimentando articoli di cronaca e inchieste giudiziarie, per la città di Roma e per il mondo della scuola, questa giornata è scandita soltanto dal rintocco delle campane e dal peso di un'assenza improvvisa, che ha spezzato il ritorno in aula dopo le festività natalizie.

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