Il rientro delle vittime italiane della tragedia di Crans-Montana
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Redazione Interno
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Un volo di Stato dell'Aeronautica militare italiana riporterà oggi in patria i corpi delle sei vittime italiane dell'incendio divampato la notte di Capodanno in un locale di Crans-Montana, in Svizzera. Il bilancio definitivo, confermato dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha così fissato a sei il numero dei connazionali deceduti, dopo il riconoscimento della quindicenne italo-svizzera Sofia Prosperi e del sedicenne romano Riccardo Minghetti. Ai loro nomi si aggiungono quelli dei quattro giovani, tutti minorenni e originari di Bologna, Milano e Genova, identificati nelle ore immediatamente successive alla sciagura che ha causato quaranta morti, con età comprese tra i 14 e i 39 anni.
L'evacuazione dei feriti e le indagini in corso
Contemporaneamente al triste rimpatrio, prosegue il trasferimento in Italia dei sopravvissuti, alcuni dei quali riportano gravi ustioni. Tre di loro sono stati destinati all'ospedale Niguarda di Milano e un altro a una struttura torinese, mentre permangono ricoveri in altri nosocomi elvetici. Le autorità investigative della Procura del Cantone Vallese, che coordina le indagini, hanno già posto sotto inchiesta i due proprietari del locale, accusati di omicidio colposo. I magistrati, pur confermando la presenza formale di una uscita di sicurezza, stanno esaminando le dichiarazioni di diversi testimoni i quali, in maniera concorde, hanno riferito che il passaggio era di fatto bloccato, precludendo una via di fuga.
I materiali e la dinamica dell'incendio
Uno degli snodi cruciali delle indagini, come reso noto dalla stessa Procura, riguarda la composizione dei materiali presenti nell'edificio, in particolare una schiuma insonorizzante applicata sulle pareti e sul soffitto. È proprio questo materiale, altamente infiammabile, ad aver alimentato con rapidità devastante le fiamme, secondo le prime ricostruzioni tecniche. L'incendio, sviluppatosi in modo repentino, non ha lasciato scampo a gran parte delle persone all'interno, travolte dal fumo e dal fuoco in pochi minuti.
Il quadro complessivo della tragedia
La tragedia di Capodanno a Crans-Montana si configura dunque come uno degli incidenti più gravi avvenuti in Europa in anni recenti. Oltre alle vittime italiane, sono stati accertati i decessi di altre otto persone, tutte giovani e di nazionalità svizzera, mentre il computo totale delle quaranta vittime è stato completato. L'attenzione delle autorità giudiziarie si concentra ora non solo sulla condotta dei gestori, ma anche sulle eventuali responsabilità in materia di prevenzione incendi e rispetto delle norme di sicurezza, il cui adempimento avrebbe potuto scongiurare, o quantomeno mitigare, le conseguenze di quella che era iniziata come una serata di festa.




