Snowboard, la leggenda Fischnaller torna a vincere a Carezza in un podio tutto azzurro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un tricolore steso sulla neve di Carezza, a sancire una supremazia che, in questa stagione che guarda già a Milano Cortina, assume i contorni di un dominio incontrastato. Roland Fischnaller, l’eterno fuoriclasse altoatesino, ha conquistato a quarantacinque anni il gigante parallelo valido per la Coppa del Mondo, precedendo in una finale tutta italiana Aaron March e Mirko Felicetti. La "Pra di Tori", nella provincia di Bolzano, ha così celebrato un atleta che, undici anni dopo l’ultimo successo in questa sede, ha saputo riscattare un infortunio recente grazie a una preparazione meticolosa – “mia moglie ha organizzato tutte le terapie”, ha sottolineato – e a uno spirito competitivo che il tempo non ha scalfito. Quel che ne emerge è il ritratto di una squadra, guidata dal responsabile Cesare Pisoni, capace di esprimere una profondità di mezzi straordinaria, dove diversi protagonisti si alternano sul gradino più alto, costruendo un percorso collettivo verso l’appuntamento olimpico.

Una serie di vittorie senza precedenti

Il successo di Fischnaller, il primo personale in questa annata ma il ventitreesimo in carriera nel circuito mondiale, rappresenta infatti soltanto l’ultimo, lucente tassello di una sequenza impressionante. Dopo le affermazioni, nell’ordine, di Maurizio Bormolini e Mirko Felicetti in Cina e di Aaron March a Cortina d’Ampezzo, quello di Carezza è il quarto trionfo consecutivo in altrettante gare di gigante parallelo maschile, ottenuto per di più con quattro atleti diversi. Una varietà di risorse, questa, che proietta la nazionale italiana in una posizione di assoluta leadership nella specialità, come confermato dalla classifica generale di Coppa del Mondo dove March precede proprio Bormolini. Una macchina da risultati che, non pagandosene, aveva già inaugurato la stagione con la vittoria nel gigante parallelo femminile a Mylin, completando un quadro di eccellenza che pochi, forse, potevano prevedere così netto all’alba dell’inverno.

La profondità di un gruppo vincente

Ciò che colpisce, al di là delle prestazioni dei singoli – comunque eccezionali, come nel caso di Fischnaller che ha parlato di una possibile ultima finale proprio a Carezza –, è la coesione e la competitività diffusa all’interno del team. Il podio completamente azzurro di ieri non è un episodio isolato, ma la logica conseguenza di un lavoro tecnico e di gruppo che ha creato un ambiente dove l’uno spinge l’altro, e dove la concorrenza interna per un posto nella squadra olimpica si traduce in performance di livello costantemente elevato in gara. Si crea, in tal modo, un circolo virtuoso che alimenta la fiducia e permette a ciascuno di esprimere il proprio potenziale, sapendo di potersi appoggiare a compagni di straordinario valore. Una condizione, questa, che il responsabile Pisoni ha sintetizzato guardando al prossimo impegno di slalom, a dimostrazione di come l’obiettivo sia mantenere questa incredibile serie positiva su tutte le fronti.

Un percorso verso l’appuntamento clou

La gara di Carezza, dunque, trascende il singolo risultato per configurarsi come un passaggio cruciale nel più ampio cammino verso i Giochi Olimpici. Ogni vittoria, ogni podio, consolida non solo le posizioni in classifica ma soprattutto la consapevolezza di poter competere e vincere contro chiunque. La longevità atletica di un campione come Fischnaller, capace di imporsi dopo un periodo di difficoltà fisiche, si combina con la freschezza e il talento di atleti come March e Felicetti, creando un mix di esperienza e slancio che pochi avversari possono al momento contrastare. La stagione, con questo ritmo, prosegue verso Davos e oltre, lasciando intendere che il movimento italiano dello snowboard abbia imboccato una strada maestra, dove i successi individuali sono il riflesso di un progetto collettivo solido e ambizioso.

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