Bastoni non si presenta in procura, il legale: «Escludo rapporti a pagamento». Sentiti Maldini jr e Bonifazi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Ha scelto la strada del silenzio, Alessandro Bastoni, decidendo di non presentarsi all'interrogatorio che avrebbe dovuto svolgersi questa mattina dinanzi alla Procura di Milano. Il difensore dell'Inter e della Nazionale, indagato per prostituzione minorile nell'ambito dell'inchiesta che ruota attorno all'agenzia di eventi Ma.De di Cinisello Balsamo, si è avvalso della facoltà di non rispondere, una decisione maturata in accordo con il suo legale, l'avvocato Salvatore Scuto, dopo attente valutazioni di natura tecnica.
Una scelta che non fa che aumentare l'attesa per il prosieguo delle indagini, in un caso che ha già portato agli arresti domiciliari quattro persone con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione.
Le accuse e il nodo della minorenne
La posizione del calciatore 27enne è al centro di un'indagine delicatissima. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Bruna Albertini e dalla pm Rosaria Stagnaro, Bastoni avrebbe avuto un rapporto sessuale a pagamento con una ragazza che all'epoca dei fatti, nella notte tra il 9 e il 10 luglio 2020, aveva 17 anni e otto mesi. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza, hanno preso le mosse dall'analisi delle chat ritrovate nel telefono di Alessio Salamone, uno degli organizzatori delle serate e figura chiave dell'agenzia Ma.
De, che secondo l'accusa agiva come società schermo per un vero e proprio giro di prostituzione. In un messaggio del 9 luglio 2020, lo stesso Salamone scrive a Bastoni: "La minorenne credo che ti vuole chiav...", un'asserzione che gli investigatori considerano la prova del coinvolgimento del calciatore con la giovane. La risposta del difensore nerazzurro, che chiedeva se ci fossero "posti per imboscarsi", non ha fatto che aggravarlo ai loro occhi.
Il reato contestato a Bastoni è di quelli che non ammettono scuse: in Italia, qualsiasi rapporto sessuale tra un adulto e un minore tra i 14 e i 17 anni in cambio di denaro o altre utilità è illegale. La giurisprudenza della Cassazione è costante nel sottolineare che l'ignoranza sull'età della persona offesa non è una scusante valida, se non in casi di errore inevitabile, e che l'onere di provare di aver fatto tutto il possibile per accertarsi della maggiore età della partner ricade sull'imputato.
Le testimonianze e il sistema "dopo partita"
Mentre Bastoni sceglieva di non rispondere, nelle scorse ore sono stati ascoltati come testimoni altri due calciatori di Serie A: Daniel Maldini e Kevin Bonifazi. Entrambi, convocati in una caserma della Guardia di Finanza, non risultano al momento indagati e il loro ruolo è quello di teste a conoscenza dei fatti, chiamati a fornire il loro contributo per ricostruire l'articolato sistema di festini e incontri a pagamento che si muoveva attorno alla movida milanese. Un sistema, quello dell'agenzia Ma.
De, che offriva veri e propri pacchetti "all inclusive" a una clientela facoltosa, prevalentemente composta da calciatori di Serie A, disposta a spendere tra i 10 e i 15 mila euro a serata. Le cene nei locali di tendenza, il privé al Pineta di Milano e la notte negli alberghi a cinque stelle facevano parte di un copione ben collaudato, che prevedeva la presenza di ragazze immagine, spesso portate "per il braccio" da Salamone stesso e fatte accomodare ai tavoli dei clienti, come ha raccontato una testimone di 20 anni sentita dagli inquirenti.
La stessa ragazza ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali con i clienti, ma di non averli mai fatti per denaro, una versione che la Procura, ipotizzando che gli organizzatori trattenessero il 50% delle somme pagate per poi retribuire le ragazze, non ritiene pienamente credibile. Secondo una delle testimonianze raccolte, gli eventi venivano organizzati "quasi tutti i giorni, anche durante il lockdown", e in alcune occasioni veniva consumato anche gas esilarante, gradito agli atleti perché non rilevabile nei controlli antidoping.
Il fronte dell'inchiesta si allarga
L'interrogatorio di Bastoni, che si sarebbe dovuto tenere oggi, rappresenta uno snodo cruciale per l'inchiesta, che punta a chiarire i ruoli dei vari soggetti coinvolti e la natura dei rapporti intercorsi durante le serate. Nei prossimi giorni è atteso anche l'ascolto di Riccardo Calafiori, attualmente in forza all'Arsenal, convocato come testimone.
La Procura sta cercando di ricostruire un quadro il più completo possibile, basandosi sulle dichiarazioni di decine di ragazze e su un imponente numero di chat e messaggi, per delineare i confini di un presunto giro di prostituzione che coinvolgeva atleti di fama internazionale. L'indagine, come più volte ribadito, è ancora in corso e si basa sull'ipotesi di reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. La presunzione di innocenza, per tutti gli indagati, rimane un principio cardine fino a sentenza definitiva.
La scelta di Bastoni di non rispondere non preclude la possibilità a un futuro contraddittorio, ma al momento lascia senza risposta le pesanti accuse che gravano su di lui.




