Equinozio d’autunno 2026, arriva il cambio di stagione: effetti su sonno e umore
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’equinozio d’autunno 2026 segna il passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale il 23 settembre alle ore 02:05 italiane, con il Sole che attraversa l’equatore celeste passando dall’emisfero settentrionale a quello meridionale. Il cambio di stagione astronomico coincide con una fase di riduzione progressiva della luce naturale che può influenzare il ritmo biologico delle persone, incidendo su sonno, energia e umore.
La diminuzione della luce e gli effetti sul benessere
Con l’arrivo dell’autunno molte persone possono percepire una maggiore stanchezza legata alla variazione dell’esposizione alla luce durante la giornata. Il passaggio verso giornate più brevi può provocare un adattamento dei ritmi interni dell’organismo, spesso descritto come una sorta di mini jet-lag stagionale. Tra i disturbi segnalati ci sono difficoltà digestive, tensione, sensazione di pesantezza alle palpebre e calo delle energie.
Il cambiamento stagionale è associato anche a variazioni nella produzione di alcune sostanze coinvolte nei cicli biologici. L’aumento della melatonina, una sostanza collegata alla regolazione del sonno, e la riduzione della serotonina, spesso associata al tono dell’umore, possono contribuire alla sensazione di maggiore affaticamento che alcune persone avvertono nelle settimane successive al passaggio dall’estate all’autunno.
Perché l’equinozio non coincide con 12 ore esatte di luce e buio
Nonostante il significato del termine equinozio richiami l’idea di una notte uguale al giorno, il momento astronomico non coincide sempre con la giornata in cui si registrano esattamente 12 ore di luce e 12 ore di buio. La differenza dipende da diversi fattori, tra cui la rifrazione atmosferica e la modalità con cui vengono calcolati alba e tramonto.
L’inizio dell’autunno varia inoltre di anno in anno perché il calendario civile non corrisponde perfettamente alla durata del moto terrestre intorno al Sole. Per questo motivo la stagione astronomica non comincia sempre il 21 settembre, una data rimasta nell’immaginario comune ma non più corrispondente alla realtà del calendario astronomico.
Le escursioni termiche segnano la transizione meteorologica
Il passaggio all’autunno apre anche una fase caratterizzata da una maggiore variabilità delle condizioni atmosferiche. L’arrivo della nuova stagione porta infatti a una progressiva trasformazione del rapporto tra temperature diurne e notturne, con differenze più marcate tra le ore centrali della giornata e quelle dopo il tramonto.
L’equinozio rappresenta l’inizio astronomico di una stagione che nell’emisfero boreale termina con il solstizio d’inverno. La durata dell’autunno astronomico è inferiore rispetto ad altre stagioni perché la velocità del movimento terrestre lungo l’orbita varia nel corso dell’anno.
Il 23 settembre 2026 l’evento astronomico avviene nelle prime ore della notte italiana, dando ufficialmente il via all’autunno boreale. La stagione proseguirà fino al solstizio d’inverno, quando il Sole raggiungerà la massima distanza apparente dall’equatore celeste.
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