Mondiali 2026, l’Argentina di Scaloni punta sulla spina dorsale del Qatar: fuori Mastantuono e Dybala, dentro Nico Paz

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Redazione Sport Redazione Sport   -   BUENOS AIRES - Lionel Scaloni, come ampiamente previsto dalla vigilia, ha consegnato alla Federazione la lista dei 26 convocati che tra poche settimane voleranno in Nord America per difendere il titolo mondiale conquistato in Qatar.

La notizia, diffusa nella tarda serata di ieri, conferma la volontà del commissario tecnico di affidarsi quasi integralmente alla struttura vincente del 2022, introducendo soltanto ritocchi mirati laddove il momento della forma o le scelte tecniche hanno suggerito un ricambio generazionale; e a proposito di ricambio, le grandi manovre che avevano alimentato le cronache negli ultimi mesi si sono rivelate, in molti casi, semplici suggestioni.

Il fuoriclasse dell'Inter Miami, Lionel Messi, che compirà 39 anni proprio nel corso della manifestazione, guiderà la spedizione dopo aver smaltito un recente affaticamento al bicipite femorale sinistro. Per lui, che è reduce da una stagione vissuta a ritmi meno sostenuti rispetto ai top campionati europei, si tratterà della sesta partecipazione a un Mondiale, un traguardo che eguaglia il record appartenente al suo storico rivale Cristiano Ronaldo.

Le scelte che fanno discutere e il peso della Serie A

Se la presenza di Messi era una formalità, a catalizzare l'attenzione degli addetti ai lavori sono state le esclusioni eccellenti. Paulo Dybala, nonostante i 40 gettoni raccolti in nazionale e una carriera comunque di alto profilo, è stato lasciato a casa, così come il giovanissimo fenomeno del Real Madrid Franco Mastantuono, la cui assenza era però già stata anticipata dai media locali nelle ore precedenti l'annuncio ufficiale.

La scelta di Scaloni, in questo senso, appare dettata più dalla necessità di preservare un equilibrio consolidato nello spogliatoio che da un giudizio meramente tecnico sui singoli; per Mastantuono, probabilmente, l'appuntamento è rimandato alla prossima edizione. A beneficiare di questi vuoti, in particolare nel reparto offensivo, è stato il giovane Nico Paz, talento del Como che ha letteralmente dominato la scena nella Serie A appena conclusasi, risultando il miglior centrocampista del torneo.

Con lui, a rappresentare il campionato italiano, ci sarà anche il collaudato capitano dell'Inter Lautaro Martinez, capocannoniere del nostro campionato, a dimostrazione di come il calcio argentino continui a guardare con fiducia al nostro paese nonostante il grande esodo delle stelle verso altri lidi.

Il Centralismo dell'Atletico Madrid e i fedelissimi

Osservando la distribuzione dei calciatori per club, emerge con chiarezza un dato statistico che racconta molto della geografia di questa Selección: ben cinque elementi militano nell'Atletico Madrid, una colonia argentina guidata da Julian Alvarez e completata da giocatori del calibro di Nahuel Molina e Rodrigo De Paul. Questo zoccolo duro, che rappresenta l'ossatura della squadra, è ciò che Scaloni ha scelto di preservare anche a costo di sacrificare giovani di prospettiva come l'attaccante del Betis o altri talenti puri.

La difesa, come prevedibile, sarà affidata alla coppia formata da Cristian Romero e Lisandro Martinez, nonostante qualche acciacco fisico accusato durante la stagione del Tottenham e del Manchester United. A completare il quadro, il tecnico argentino ha inserito diverse "certezze" del passato recente, come l'esperto Nicolas Otamendi e il portiere Emiliano Martinez, eroi indiscussi della finale di Lusail.

C'è spazio, inoltre, per l'esterno del Racing Strasburgo Valentin Barco, mentre il centrale del Paris Saint-Germain e l'attaccante del Chelsea Alejandro Garnacho sono stati esclusi dalla lista definitiva dopo essere stati inclusi in quella provvisoria da 55 nomi.

L'inversione di tendenza e la globalizzazione del calcio

Questa lista, letta in controluce, offre anche uno spunto di riflessione storico-calciologico. Un tempo, e parliamo di un'epoca lontana che va dagli anni Novanta fino ai primi Duemila, la Serie A italiana era il principale serbatoio di talenti per l'Albiceleste: fu il 9 maggio 1980, quando il Consiglio federale approvò il ritorno degli stranieri dopo quindici anni di chiusura delle frontiere (chiusura voluta dalla Federazione in seguito al fallimentare Mondiale del 1966), che si riaprì il mercato per campioni come Maradona, Batistuta, Crespo e Veron.

Oggi, invece, il flusso si è invertito: i calciatori argentini di punta gravitano quasi esclusivamente attorno alla Premier League e soprattutto alla Liga spagnola, lasciando alla Serie A un ruolo da comprimaria. L'eccezione rappresentata da Lautaro Martinez e dalla rivelazione Nico Paz non basta a mascherare una tendenza epocale, quella di un calcio sempre più polarizzato verso i grandi centri economici del continente.

I campioni in carica inizieranno la loro avventura nel girone J contro l'Algeria, per poi affrontare Austria e Giordania, con l'obiettivo dichiarato di bissare il successo del 2022.

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