Smog, Frosinone in testa alla classifica dell’inquinamento

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Frosinone si conferma la città più inquinata d’Italia, secondo l’ultimo rapporto “Mal’Aria di città 2025” di Legambiente. Il capoluogo ciociaro, già noto per i suoi problemi legati alla qualità dell’aria, torna a occupare la prima posizione nella poco invidiabile classifica, con 70 giorni di sforamento dei limiti di polveri sottili Pm10, superando Milano, ferma a 68. Le centraline di monitoraggio dell’Arpa, posizionate allo Scalo e in Viale Mazzini, hanno registrato una concentrazione media giornaliera superiore ai 50 microgrammi per metro cubo, un dato che non lascia spazio a interpretazioni.

Ieri mattina, in piazzale Vittorio Veneto, un presidio ha riportato l’attenzione sul problema. Con maschere antismog e un manifesto gigante che recitava “Ci avete rotto i polmoni. No allo smog”, i cittadini hanno manifestato il loro malcontento, chiedendo interventi urgenti. Le polveri sottili, emesse principalmente dai gas di scarico delle auto, dalle attività industriali e dagli impianti di riscaldamento, rappresentano una minaccia concreta per la salute, con possibili conseguenze che vanno dalle bronchioliti al tumore al polmone.

Non solo Frosinone, però. Il Veneto si distingue per la presenza massiccia di città ai primi posti della classifica. Verona, con 66 giorni di sforamento, è seconda nella regione, seguita da Vicenza (64), Padova e Venezia, entrambe con 61. Padova, in particolare, è la quinta città in Italia per numero di superamenti del Pm10, un dato che, seppur migliore rispetto a Verona e Vicenza, non può essere considerato rassicurante.

Il rapporto di Legambiente sottolinea come la questione dell’inquinamento atmosferico debba essere affrontata con politiche sovracomunali, che coinvolgano l’intero territorio regionale. Nonostante alcuni miglioramenti a livello locale, la situazione rimane critica, soprattutto nelle aree urbane, dove il traffico veicolare e le attività industriali continuano a pesare sull’aria che si respira.

In controtendenza, invece, Benevento. Il capoluogo sannita non compare nella classifica delle città più inquinate, confermandosi un’eccezione positiva in Campania. Il sindaco Clemente Mastella ha commentato con soddisfazione i dati, evidenziando come, per il biossido di azoto, Benevento sia la città messa meglio nella regione, con una concentrazione di soli 17 microgrammi per metro cubo, in miglioramento rispetto ai 19 dell’anno precedente.

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