Byd punta su Torino e su 85 aziende uscite dalla filiera Stellantis
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Redazione Economia
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La geografia industriale di Torino, storicamente plasmata dalla presenza della Fiat e poi di Stellantis, si prepara a un riassetto di portata epocale. Il colosso cinese Byd, leader indiscusso nella produzione di veicoli elettrici a livello globale, ha infatti individuato nel distretto piemontese, e in particolare in un gruppo di 85 aziende fornitrici, il potenziale perno della sua strategia di approvvigionamento in Europa. Queste imprese, molte delle quali hanno vissuto in passato una solida collaborazione con il gruppo italo-francese, sono state selezionate dopo un'attenta analisi di mesi per la loro capacità di produrre componenti tecnologicamente avanzati, dai cambi ai sofisticati sistemi frenanti, passando per i filtri e altri dispositivi fondamentali per l'assemblaggio finale delle vetture.
Una scelta strategica per la filiera europea
La mossa di Byd, che non è affatto casuale, segna un'inversione di tendenza significativa per un tessuto produttivo che aveva sofferto, in non pochi casi, le conseguenze della razionalizzazione e dei cambi di strategia di Stellantis. Laddovo alcune di queste realtà si erano trovate a dover riconvertire la propria attività o a fronteggiare una contrazione degli ordini, l'interesse del costruttore cinese rappresenta una concreta opportunità di rilancio. Si delinea così, senza che vi sia ancora la firma di un contratto vincolante, un percorso di possibile integrazione che potrebbe ridare slancio a competenze e know-how radicati nel territorio, i quali, pur avendo perso un committente di riferimento, conservano intatto il loro valore produttivo.
Il ritorno delle monovolume in chiave ibrida
Parallelamente a questa operazione di strutturazione della filiera, Byd sta anche lavorando per portare una ventata di novità nel mercato europeo, dominato ormai da anni dai SUV. Con il marchio premium Denza, il gigante asiatico intende infatti riproporre la monovoluna, un tipo di vettura che sembrava aver perso appeal presso il grande pubblico. Il modello in questione, la M9, è una ibrida plug-in che punta a coniugare gli spazi interni generosi, tradizionalmente associati a questo genere di auto, con l'efficienza e la tecnologia più recenti, cercando di intercettare le esigenze di quelle famiglie e di quegli automobilisti che non vogliono rinunciare alla praticità ma sono al tempo stesso attenti alla transizione energetica.
Uno sguardo al futuro del distretto
L'ingresso di un attore globale come Byd nel panorama torinese, se da un lato non cancella le difficoltà strutturali di un'industria automobilistica in profonda trasformazione, dall'altro apre uno scenario inedito di riconversione e di collaborazione. L'attenzione del costruttore si è concentrata su quelle aziende in grado di garantire standard qualitativi elevati e una produzione di componenti di primo piano, dimostrando come il patrimonio di maestranze specializzate e di imprenditoria locale rappresenti ancora un asset di grande valore. La possibile integrazione di queste 85 realtà nella catena del valore di Byd segnerebbe, di fatto, un passaggio cruciale per il futuro industriale non solo di Torino, ma di un intero comparto che cerca un nuovo posizionamento nello scacchiere continentale.




