Il gruppo Prada celebra i 25 anni della sua Academy e punta sulla filiera. Bertelli: “Sinergie con Versace”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
In un momento di consolidamento per il settore del lusso, il gruppo Prada ha voluto celebrare con enfasi il venticinquesimo anniversario della Prada Group Academy, fondata a Scandicci su intuizione di Patrizio Bertelli. L’evento, ben più di una ricorrenza formale, ha offerto il quadro di una strategia industriale precisa, che intreccia in modo inscindibile la tutela del sapere artigianale – quello che nasce dalle mani dei maestri – con investimenti strutturali ambiziosi. La Academy, definita come uno spazio di dialogo e crescita, si conferma dunque il perno di un sistema formativo interno che mira a plasmare i talenti del futuro, contrastando al tempo stesso il rischio di un’erosione di competenze tecniche preziose.
Una visione pragmatica per il mestiere
Lorenzo Bertelli, responsabile della csr del gruppo e presidente esecutivo di Versace, ha tenuto a distanziarsi da qualsiasi narrazione nostalgica sull’artigianato, delineando invece un approccio concreto. La scuola, nata come progetto dedicato alla formazione e alla preservazione del know-how, rappresenta un investimento sulla continuità. Una necessità ancor più pressante alla luce della crescita del gruppo, che oggi conta circa cinquemila addetti nella sola parte industriale, come ha ricordato l’amministratore delegato Andrea Guerra. Un dato che sottolinea il peso di una filiera controllata, considerata un elemento fondante dell’identità aziendale sin dalle origini.
Investimenti e nuove sinergie
Gli annunci fatti in occasione dell’anniversario vanno proprio in questa direzione. Il gruppo ha infatti reso noto un piano da sessanta milioni di euro destinato a potenziare la filiera produttiva italiana, con nuovi stabilimenti in programma a Milano, a Piancastagnaio e nelle Marche a partire dal 2026. Parallelamente, Lorenzo Bertelli ha svelato i tempi per l’integrazione della neonata acquisizione, Versace: le sinergie produttive tra i due colossi della moda saranno completate, secondo le previsioni, entro un biennio. Un passo cruciale, che promette di ridefinire gli equilibri del lusso in una sfida aperta ai concorrenti francesi.
Il lascito di un’eredità visionaria
Sebbene l’attenzione sia proiettata in avanti, il ricordo di un altro pioniere del made in Italy, Gianni Versace, aleggia inevitabilmente su questa fase di trasformazione. Il fondatore della maison, che rivoluzionò il sistema moda mescolando audacemente sartoria, arte e spettacolo, rappresenta un esempio di come l’innovazione possa nascere dalla rottura di confini prestabiliti. La sua filosofia, che celebrava il corpo e l’identità attraverso l’abito, ha creato un patrimonio iconografico e culturale che il gruppo Prada, guidando ora il marchio, si trova a custodire e a sviluppare in una nuova epoca.




