Caldo record e stress cardiovascolare: i consigli del cardiologo Quero per riconoscere i sintomi pericolosi
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Redazione Salute
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Le temperature eccezionalmente elevate che in questi giorni stanno interessando l'Italia e, in particolare, la Calabria, rappresentano un rischio concreto per la salute, mettendo a dura prova l'organismo e, in modo specifico, l'apparato cardiovascolare. L'esposizione prolungata al caldo afoso, come avvertono gli esperti, può favorire disidratazione, ipotensione, aritmie e scompensi cardiaci, con conseguenze particolarmente gravi per i soggetti più fragili, come gli anziani e chi soffre di patologie croniche preesistenti.
Per comprendere la reale portata di questi pericoli e, soprattutto, per imparare a riconoscere i segnali d'allarme che il nostro corpo ci invia, abbiamo intervistato il professor Michele Quero, dirigente medico dell'Unità Operativa Complessa di Cardiologia e Utic dell'Ospedale "San Giovanni di Dio" di Crotone, figura di spicco nel panorama della cardiologia regionale e nazionale.
Caldo e cuore: un binomio ad alto rischio
Il professor Quero, che ha recentemente partecipato a iniziative di screening cardiologico sul territorio e a congressi nazionali di settore, spiega che il caldo eccessivo costringe il cuore a un lavoro supplementare, già di per sé gravoso per l'organismo. Quando la temperatura esterna supera i 35-37 gradi, il corpo umano attiva i meccanismi di termoregolazione, primo fra tutti la vasodilatazione periferica, per disperdere il calore in eccesso.
Questo processo, se prolungato per settimane come accade durante le ondate di calore afoso, sottopone il sistema cardiovascolare a uno stress continuo, aumentando la frequenza cardiaca e abbassando la pressione sanguigna, con il rischio di determinare conseguenze anche gravi. Il paragone che alcuni addetti ai lavori fanno con il fumo di sigaretta, in termini epidemiologici, non è dunque casuale: entrambi rappresentano fattori di stress cronico che, accumulandosi nel tempo, possono favorire l'insorgenza di patologie anche gravi.
I sintomi da non sottovalutare
Ma quali sono i segnali a cui prestare attenzione? Il professor Quero sottolinea l'importanza di non ignorare alcuni sintomi che, se trascurati, possono preludere a eventi acuti potenzialmente letali. Tra questi, la sensazione di affaticamento improvviso e anomalo, accompagnata da un senso di oppressione al petto o da palpitazioni, che potrebbero indicare uno sforzo eccessivo del cuore.
Non meno insidiosi sono i capogiri, gli svenimenti o la sensazione di testa leggera, spesso conseguenza di un brusco calo della pressione, così come la comparsa di edema agli arti inferiori, che segnala una difficoltà del cuore a pompare il sangue in modo efficiente. In presenza di questi sintomi, che si manifestano con maggiore facilità durante le ore più calde della giornata o dopo uno sforzo fisico, è fondamentale non esitare a contattare il proprio medico o, nei casi più gravi, recarsi al pronto soccorso.
Strategie di prevenzione e comportamenti virtuosi
La prevenzione, in questo contesto, si rivela l'arma più efficace per proteggere la salute del cuore. Il cardiologo crotonese raccomanda una serie di accorgimenti che, se adottati con costanza, possono ridurre significativamente i rischi legati alle ondate di calore. Innanzitutto, è essenziale mantenere un'adeguata idratazione, bevendo almeno un litro e mezzo o due litri di acqua al giorno, anche se non si ha sete, evitando bevande alcoliche o eccessivamente zuccherate che possono aumentare la disidratazione.
È altrettanto importante evitare di uscire nelle ore più calde, generalmente comprese tra le 11 e le 18, e indossare abiti leggeri e di colore chiaro. Per chi soffre di patologie cardiovascolari, il professor Quero consiglia di non interrompere autonomamente le terapie farmacologiche, in particolare quelle per la pressione alta, senza aver prima consultato il medico curante, e di monitorare regolarmente i propri parametri vitali, come la pressione arteriosa.
L'impegno del dottor Quero per la cardioprotezione
L'attenzione del professor Quero verso la prevenzione e la salute cardiovascolare non si limita alla sua attività clinica quotidiana nell'ospedale di Crotone. Come noto, è anche un attivo promotore del progetto "Calabria Cardioprotetta", un'iniziativa che mira a diffondere la cultura della prevenzione e del primo soccorso attraverso la formazione e l'installazione di defibrillatori semiautomatici in luoghi pubblici.
Questo impegno sul territorio, che ha coinvolto anche altre regioni italiane, testimonia la sua convinzione che la tutela della salute cardiaca passi non solo attraverso cure mediche d'eccellenza, ma anche e soprattutto attraverso una capillare opera di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza.
È questo il messaggio che il cardiologo intende ribadire anche di fronte alle sfide poste dai cambiamenti climatici e dalle temperature estreme: il caldo non è solo un disagio stagionale, ma un vero e proprio fattore di rischio per il cuore, contro il quale la conoscenza e la prevenzione rappresentano la migliore difesa.
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