Elisa Balsamo concede il bis al Giro d’Italia Women e si prepara alla volata di Buja
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Redazione Sport
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C’è una piemontese, anzi due, a tenere banco in questo avvio del Giro d’Italia Women 2026, dove la fortissima pattuglia del Nord Ovest – ben nove corregionali in gara – sta letteralmente dominando la scena.
Elisa Balsamo, la velocista cuneese della Lidl-Trek, non soltanto ha ereditato la maglia rosa dopo la discutibile squalifica dell’olandese Lorena Wiebes, ma ha subito messo le cose in chiaro vincendo “sul campo” la seconda frazione.
Una vittoria, quella ottenuta sui 146 chilometri da Roncade a Caorle, che sa di rivalsa per la 28enne, la quale non vedeva l’ora di onorare il simbolo del primato con un successo vero, lontano dalle polemiche dei tavolini.
A completare il quadro di un weekend perfetto per le italiane, c’è l’altra Elisa, l’inossidabile Longo Borghini, che insegue il clamoroso tris in una delle corse a tappe più importanti del mondo.
I retroscena di una squalifica che fa ancora discutere
Il bis di Balsamo, arrivato al termine di una volata gestita con maestria dalla sua squadra, non cancella però l’eco del verdetto che ha scosso la vigilia della Corsa Rosa.
La prima tappa da Cesenatico a Ravenna era stata vinta dalla favoritissima Wiebes, ma la gioia della potenza olandese è durata poche ore: i commissari, dopo i consueti controlli tecnici, hanno rilevato un’irregolarità al peso della sua bicicletta, ferma su un valore di 6,78 chilogrammi contro il limite minimo UCI di 6,8 chili.
Una mancanza di appena venti grammi, una frazione infinitesimale che è però costata cara all’atleta della SD Worx-Protime, estromessa dalla gara con l’accusa di “uso di bicicletta non conforme al regolamento”.
Se da un lato Balsamo ha così potuto indossare la maglia rosa e festeggiare il successo a tavolino, dall’altro il suo team ha già fatto sapere che si rivolgerà alle vie legali, contestando le procedure di pesatura e parlando di “sanzione eccezionalmente severa” per un vantaggio praticamente nullo in una volata di gruppo.
Le insidie della terza tappa da Bibione a Buja
Oggi, lunedì 1° giugno, l’attenzione si sposta sulla terza frazione, un lungo trasferimento di 156 chilometri che da Bibione, sulla costa veneta, porterà il plotone fino a Buja, nel cuore del Friuli Venezia Giulia.
Un percorso che, sulla carta, sembra cucito ancora una volta sulle caratteristiche delle ruote veloci, ma che nasconde delle insidie non da poco per chi punta alla tripletta.
Se la prima parte della tappa è infatti completamente pianeggiante, il finale si fa nervoso: le atlete dovranno affrontare i due Gran Premi della Montagna di Moruzzo e, soprattutto, la salita di terza categoria di Montenars, un muro di 2,5 chilometri con punte al 10% di pendenza che sorge a soli 25 chilometri dal traguardo.
Un ostacolo del genere potrebbe selezionare il gruppo, mettendo in difficoltà le velociste più pure e aprendo scenari tattici imprevedibili per la lotta alla tappa.
Il trono in salita e l’appuntamento con la storia al Colle delle Finestre
Mentre Balsamo cerca il tris, la sua grande rivale Elisa Longo Borghini aspetta pazientemente le tappe che la vedono protagonista. La campionessa in carica, reduce da una primavera complicata, sa bene che la classifica generale si deciderà ben lontano dalle volate, e in particolare sabato 6 giugno nella tappa regina da Rivoli a Sestriere.
Per la prima volta nella storia della corsa rosa, le donne affronteranno il durissimo Colle delle Finestre, il “mostro sacro” dei 2.
176 metri che, con i suoi ultimi 8 chilometri in sterrato, è stato eletto Cima Alfonsina Strada come tetto del Giro d’Italia Women. Un arrivo in quota che promette distacchi epocali e che incoronerà la nuova padrona della Corsa Rosa, con l’augurio che il Piemonte possa festeggiare ancora una volta, magari con le ruote di Longo Borghini al vento.




